Chiavarino al Centro

Dicono che… Paolo Chiavarino, assessore al Commercio di Stefano Lo Russo, abbia finalmente trovato un partito abbastanza piccolo da poterlo guidare e abbastanza grande da poterlo mettere sul curriculum. È Centro Democratico, la creatura di Bruno Tabacci, che lo ha appena incoronato coordinatore metropolitano di Torino. Una promozione annunciata con toni che neppure la presa della Bastiglia. «Svolta nell’area moderata, civica, centrista torinese», proclama il comunicato. E svolta sia. Dopo aver fondato Civici al Centro, Chiavarino approda al Centro Democratico, realizzando una specie di quadratura del cerchio: un centrista che porta i Civici al Centro dentro Centro Democratico. Manca soltanto un Centro commerciale e la filiera è completa. Del resto Chiavarino, in materia, vanta un pedigree di tutto rispetto. Natali nella Dc, sotto le cui insegne fu consigliere in Sala Rossa dal 1985 al 1990, è transitato nei Moderati di Mimmo Portas, casa lasciata senza troppi rimpianti e con rapporti che nel frattempo si sono fatti piuttosto ruvidi. Nel 2021 si presenta nella civica di Lo Russo, ne diventa il primo degli eletti e invece della presidenza della Sala Rossa sceglie un posto in giunta. Da allora coltiva con pazienza il suo fazzoletto di terra politica: abbastanza vicino al Pd per stare nella coalizione, abbastanza distante per non confondersi con i dem, sufficientemente civico da parlare ai civici e sufficientemente partitico da farsi nominare coordinatore di un partito.

Adesso arriva Tabacci. E soprattutto arriva un organigramma. Perché Chiavarino non ha perso tempo. Appena ricevuti i galloni, ha messo in piedi un esecutivo di sette persone. C'è un vicecoordinatore e ci sono deleghe a Circoscrizioni, Decentramento, Programma, Cultura, Istruzione, Turismo, Lavoro, Riconoscibilità internazionale, Immigrazione, Mediazione, Welfare, Salute, Periferie, Associazioni, Ricerca, Innovazione, Start-up, Digitale, Viabilità, Manutenzione, Sicurezza, Sviluppo economico, Commercio ed Efficienza amministrativa. Praticamente manca la Difesa. Ma forse solo perché Palazzo Civico non dispone ancora di portaerei.

Il bello è che tutta questa poderosa macchina politico-amministrativa ha già una missione: lavorare alla proposta programmatica da portare al tavolo del centrosinistra e soprattutto partecipare alla costruzione della lista “Civici per Lo Russo sindaco” per le Comunali. Ed è qui che il piccolo centro diventa improvvisamente molto trafficato. Perché attorno alla ricandidatura di Lo Russo i civici cominciano a essere quasi più numerosi dei civici da rappresentare. Ci sono i Moderati dell’ex mentore Portas, ci sono le altre operazioni che si muovono attorno al sindaco e c’è Chiavarino, che dopo essersi emancipato politicamente prova a presentarsi al tavolo non più come semplice assessore ma con insegna, struttura, federazione e perfino un partito nazionale alle spalle.

Un partito, Centro Democratico, che ha nella longevità di Tabacci la sua principale certezza. Governi, coalizioni, sigle e sistemi elettorali passano; Bruno resta. Per Chiavarino, che da qualche anno cerca un approdo stabile nel mare magnum del centro, dev'essere sembrato un porto sicuro. Resta da capire quanto spazio elettorale ci sia per tutte queste sigle. Ma questo verrà dopo. Per ora ci sono sette dirigenti, ventitré deleghe e una federazione. Altro che Balena Bianca. Per ora basta un acquario.

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