"Cancellate i file", per pm il guru di Almese fece sparire le prove

Nel 2018, quando seppe della denuncia a suo carico e della comparsa di un libro-inchiesta, il sedicente "maestro" della psicosetta di Almese, Bruno Antonio Malatesta, ordinò ai suoi adepti di procedere a un "insabbiamento" degli indizi che potevano portare a una sua incriminazione. A raccontare la circostanza è stata una delle frequentatrici del gruppo in un passaggio del lungo memoriale consegnato agli inquirenti della procura di Torino nel giugno del 2023. "Non potevamo più parlare in casa - è scritto - di energie negative, di demoni e di karma perché Bruno sosteneva che avrebbero piazzato delle 'cimici' per tracciarci. Poi in mansarda ci ordinò di cancellare tutti i file delle sue lezioni registrate". C'era anche il problema delle armi (spade, coltelli) che si utilizzavano per la pratica delle arti marziali: il materiale sarebbe stato consegnato a un amico di uno degli adepti. "Bruno - è ancora il memoriale - ci disse che per un po' dovevamo fingere di non essere monache: dovevamo farci ricrescere i capelli, smettere di vestirci d'arancione e comportarci normalmente".

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