ALTA TENSIONE

Iren, anche Genova stoppa Cantarella

Palazzo Tursi approva la nuova governance e lo statuto della multiutility. In attesa delle decisioni di Torino, che saranno prese nel consiglio di domani, l’amministrazione guidata da Doria mette paletti sul futuro vertice. La patata bollente nelle mani di Fassino

Via libera a governance e statuto ma veto all’ingresso dei “saggi” nel futuro vertice. In attesa dell’assemblea dei soci che il 27 giugno metterà intorno a un tavolo i rappresentati dei tre comuni azionisti - Genova, Reggio Emilia e Torino - ieri la Sala Rossa di Palazzo Tursi, sede del consiglio comunale della città della Lanterna, ha approvato la nuova governance e lo statuto di Iren. Le principali novità riguardano il consiglio di amministrazione, che sarà composto da 13 membri, e le decisioni strategiche, che dovranno essere approvate con una maggioranza qualificata. Modifiche che hano stravolto l'impostazione iniziale e che impone il voto su un nuovo testo da parte degli altri comuni soci. Ora la patata bollente passa a Torino che nell’assemblea di domai dovrà dare il proprio via libera, non scontato visti i mal di pancia registrati nell’ultima seduta tra i consiglieri della maggioranza. Piero Fassino per stemperare le opposizioni interne starebbe pensando a una sorta di baratto: promessa di diluire la partecipazione azionaria (anche se non subito, in modo da evitare minusvalenze) in cambio del semaforo verde su assetti e riorganizzazione. Basterà? O si renderà necessario, come vorrebbero i malpancisti, inserire anche il futuro di Gtt in un’unica partita? Si vedrà, già in serata, dopo l’incontro del gruppo Pd, a cui è prevista la presenza della giunta.

 

Sul fronte genovese, intanto, è arrivato un netto sbarramento a operazioni di “riciclaggio” ai vertici, in particolare dei “saggi” che hanno partecipato alla modifica dello Statuto: nessuno di loro – recitata l’ordine del giorno approvato a firma Pd –  potrà ambire a cariche del prossimo cda con deleghe operative, organismo che  dovrà essere “oggetto di un profondo rinnovamento”. Ulteriore e definitivo stop all’ex ad di Fiat Paolo Cantarella, presidente in pectore (almeno nelle intenzioni di Fassino). La delibera approvata contiene anche l’emendamento - proposto dai gruppi Pd, Lista Doria e Sel - che modifica l’allegato riguardante le linee di business. L’emendamento ribadisce l’attuale articolazione del gruppo, che fa capo alle società di primo livello, e precisa che ogni eventuale modifica dovrà essere coerente con la struttura delle linee di business. Inoltre si prevede che le designazioni dei candidati consiglieri, effettuate dalla Finanziaria sviluppo utilities nel cda di Iren, siano assunte di comune accordo tra i soci. L’emendamento, suddiviso in due parti, è stato così votato: la prima è stata approvata all’unanimità con 37 voti favorevoli, mentre la seconda parte è stata approvata con 32 voti favorevoli e 5 astenuti (M5S).

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