DESTRA CASALINGA

Ghigo vara la corrente domestica

L'ex senatore apre le porte della sua casa a un drappello di fedelissimi, preoccupati dalle prossime mosse del coordinatore Costa. Napoli perora la causa della Ruffino, Porchietto sta in campana e studia come papparsi tutti

Una riunione di famiglia, un confronto tra (pochi) intimi per fare il punto sullo stato del partito e definire la posizione da tenere nei confronti del nuovo vertice regionale. È quella ospita ieri sera da Enzo Ghigo tra le mura domestiche della sua bella casa di via della Rocca. Non proprio quell’adunata “di massa” della sua corrente, che pure aveva preannunciato e quasi brandito qualche giorno fa per contrastare l’emarginazione dai centri decisionali, di cui ritiene essere oggetto da parte del suo successore. Attorno al tavolo un paio di maggiorenti a lui legati – l’ex deputato Osvaldo Napoli e l’ex senatore Andrea Fluttero – due assessori regionali – Michele Coppola e Claudia Porchietto – e qualche attendente di campo (Davide Balena, Luca Angelantoni, il commissario del Parco La Mandria Roberto Rosso). Atteso, ma assente perché impegnato nella lunga maratona su Iren in Consiglio Comunale di Torino, il ciellino Silvio Magliano.

 

La serata è stata egemonizzata da Napoli che, a più riprese e con toni di voce via via crescenti, ha ribadito la necessità di tenere fede ai patti che per lui significa garantire alla vice coordinatrice torinese Daniela Ruffino la candidatura alle prossime Regionali. La sindachessa di Giaveno, assente perché trattenuta in Valsangone a scongiurare la crisi di giunta nel suo Comune, a lungo legata sentimentalmente al vecchio esponente berlusconiano, è in corsa per il ruolo da numero uno del partito in provincia di Torino, prospettiva che potrebbe farsi davvero complicata qualora venissero accolte le indicazioni del coordinatore regionale Enrico Costa, intenzionato a porre paletti tra ruoli politici e future candidature. Da qui il nervosismo di Napoli che, come riferiscono fonti romane, con il nuovo incarico affidatogli dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta (una sorta di trait d'union con le amministrazioni locali) è tornato a frequentare assiduamente la Capitale. Spesso a cena con la Porchietto, che da par suo sta in campana, in attesa del momento propizio per papparsi la corrente.

 

Ghigo, che nel pomeriggio aveva incontrato “riservatamente” Costa, si è mostrato conciliante, anche se ha dichiarato di non avere ancora deciso se rispondere positivamente all’invito rivoltogli proprio dal suo successore a entrare nel nuovo organismo che, a livello regionale, dovrebbe sostituire il coordinamento. Il consesso si è sciolto senza nessuna apprezzabile decisione, se non quella di rivedersi nei prossimi giorni. Come buoni amici.

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