MODERATO NEL PALLONE

Per il Comune la Juve non fa 31

Alla cerimonia celebrativa per la vittoria del campionato il presidente della Sala Rossa Ferraris si congratula per il 29° scudetto bianconero. Facendo arrabbiare il presidente Agnelli (e il sindaco Fassino). "Uno sgarbo inutile" per alcuni consiglieri

“La contabilità della passione è diversa da quella ufficiale. Per noi gli scudetti sono 31 ma capisco che in una sala istituzionale i numeri a cui si fa riferimento sono quelli degli albi”. Ha replicato così, con un punta di stizza,  il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, al presidente del Consiglio comunale di Torino, Giovanni Maria Ferraris, che accogliendo la squadra in Sala Rossa per celebrare la vittoria dello scudetto, si era congratulato per il “29° titolo conquistato”. Non è chiaro se frutto di una malcelata fede granata o di troppo zelante rispetto della versione ufficiale, fatto sta che le parole del numero uno della Sala Rossa sono parse ad alcuni colleghi inopportune: invece di avventurarsi nell’impervia contabilità, dicono, avrebbe potuto cavarsi dall’impiccio limitandosi alle congratulazioni di prammatica.

 

Il presidente della Juventus, quindi, ricordando che quest’anno per la Champions League “ci siamo andati vicini, ma per due volte la coppa l’abbiamo portata a casa”, ha aggiunto: “stiamo lavorando per coronare un sogno che è nelle nostre ambizioni”. Infine, ringraziando la Città per il riconoscimento attribuito alla squadra ha concluso: “chi mi conosce sa che nel mio cuore ci sono due cose che non si devono toccare, la Juve e Torino e una delle testimonianze tangibili è il fatto che siamo la prima squadra ad aver costruito uno stadio di proprietà, operazione che non sarebbe stata possibile senza la collaborazione con l’amministrazione e che continuerà con il progetto della Continassa”. Davanti a un Piero Fassino gongolante, nella sua duplice veste di sindaco e di tifoso bianconero.

print_icon