ECONOMIA

Larghe intese anche nella cooperazione

Nasce in Piemonte l’Alleanza delle cooperative, in cui confluiscono LegaCoop, ConfCoop e Agci. Superate le storiche divisioni tra "rossi" e "bianchi". Un colosso da 1.810 imprese e 10 miliardi di fatturato. Gonella eletto presidente

C’è già chi le ha ribattezzate le larghe intese della cooperazione. Rossi e bianchi, post comunisti e post democristiani, tutti in un’unica organizzazione.

E’ nata questa mattina l’Aci Piemonte, Alleanza delle cooperative nella quale confluiscono Lega Coop, tradizionalmente vicina alla sinistra, ConfCooperative, legata a doppio filo con il mondo cattolico, e Agci, sorella minore d’ispirazione laica e repubblicana.

 

Vede la luce un colosso in cui già trovano lavoro oltre 57mila soci lavoratori: fondamenta solide per affrontare una crisi che non accenna ad arretrare. «E’ l’epilogo di un percorso volto a superare le tradizionali divisioni del nostro universo, secondo uno schema che non esiste più» afferma Giancarlo Gonella numero uno di Lega Coop, che guiderà l’Aci coadiuvato da due co-presidenti, Domenico Paschetta (ConfCoop) e Alberto Garretto (Agci), mentre in autunno verranno individuati i coordinatori territoriali e quelli dei diversi settori. Un triumvirato per dare il via a un percorso unitario in grado di «rendere ancora più forte il movimento cooperativo» e che s’inserisce nel solco già segnato a livello nazionale, dopo che lo scorso 26 giugno i tre grandi azionisti di Aci hanno ribadito la propria volontà di proseguire uniti.

 

La nuova organizzazione sarà in grado di sviluppare un fatturato da 10 miliardi di euro che equivalgono all’8% del pil regionale. Alle tre associazioni regionali aderiscono circa 1.810 imprese cooperative di diversi settori, con la Lega che metterà sul piatto la propria forza nella grande distribuzione (Coop e Conad), nel comparto edile e impiantistico, mentre ConfCooperative si è specializzata negli anni nel credito (Banche e assicurazioni) e dell’agroalimentare, soprattutto nel Cuneese. Agci, infine, conserva la sua enclave nel settore vinicolo e bancario. 

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