Circoscrizioni, avanza un esercito di aspiranti presidenti

Nel centrosinistra si cerca l'intesa con Fds. Il Pdl applica il Cencelli del predellino e concede alla Lega solo tre posti

MAPPA Dieci poltrone di quartiere

Come si dice, un sigaro e una croce di cavaliere non si negano a nessuno. E neppure un titolo di presidente, fosse anche di un quartiere periferico della città. Sarà per i 3 mila euro mensili, più qualche piccolo benefit, e lo scampolo di gloria per vedere il proprio nome stampato sulla scheda elettorale, fatto sta che la lista degli aspiranti presidenti di Circoscrizione è parecchio affollata, in entrambi gli schieramenti.

Nel centrosinistra l’accordo tra Partito democratico e Federazione della sinistra è ancora in alto mare. I due partiti si studiano, ma non si scoprono. La segretaria del Pd Paola Bragantini ha fatto sapere che il nome dell’ex consigliere regionale Vincenzo Chieppa come candidato presidente della circoscrizione 10 non è gradito, i comunisti stanno vagliando altre possibilità. L’intesa prevede l’alleanza in tutte e dieci le circoscrizioni torinesi e una presidenza per Fds a Mirafiori.

“E’ una necessità cui non si può fare a meno, altrimenti si rischia di perdere almeno due o tre circoscrizioni” spiega una fonte all’'interno del Pd; e sulla stessa linea pare iniziare a convergere anche Sinistra in Rete, all’inizio parecchio scettica, purché il nome del candidato sia condiviso da tutta la coalizione. Intanto, proprio dalle circoscrizioni, emerge un’altra grana: gli alleati battono cassa: i Moderati, nel caso di una corsa solitaria, pretendono due candidature a presidente (e sono pronti a gettare sul piatto, per III il leader Mimmo Portas), stesso dicasi per Italia dei Valori, secondo partito della coalizione nelle ultime regionali. Se accontentasse tutti il Pd rischierebbe di deludere non pochi aspiranti presidenti della propria parte. Così la linea parrebbe la seguente: una circoscrizione a ognuna delle principali forze della coalizione (Moderati, Idv, Sel ed Fds), con una possibilità per i dipietristi, cui potrebbe essere concessa una circoscrizione supplementare.

 

Sull’altro fronte ci si concentra in particolare sulle Circoscrizioni Uno e Otto, ovvero quelle che gli analisti ritengono le uniche contendibili. Nell’ambito della ripartizione 70-30 tra le componenti ex Forza Italia ed ex An, lo schema pidiellino è, al momento, il seguente: 4 agli azzurri, 2 ai ghigliani e 1 (la Quarta, San Donato-Parella) a Ettore Puglisi, uomo di Gian Luca Vignale. La Lega che reclama quattro presidenze alla fine potrebbe accontentarsi di tre ottenendo però la Otto (San Salvario-Cavoretto-Borgo Po). Gli alleati minori potrebbero restare a bocca asciutta, anche i Verdi Verdi della famiglia Lupi che pure hanno richiesto la guida della Nove (Nizza-Lingotto) della quale Alessandro Lupi è stato in passato presidente.

 

Il braccio di ferro è tutto sulla municipalità del Centro che comprende anche la borghesissima Crocetta. Sembrano in calo le chances di Erica Botticelli, fedelissima di Agostino Ghiglia, mentre sembra stia prendendo piede la candidatura del coordinatore cittadino Carlo Giacometto (Pdl ex forzitaliota)

print_icon