Sfida all’ultimo voto tra gli ex Popolari

Le elezioni comunali sono il banco di prova per l’area cattolica del Pd. Gariglio punta a soffiare la leadership a Morgando e il primo a lasciarci le penne potrebbe essere il coordinatore Lo Russo

DERBY TRA EX DC Morgando e Gariglio

Resurrezione o canto del cigno? Le prossime amministrative torinesi potrebbero rappresentare l’ultima vera chance di riscatto per la componente cattolica del Partito democratico, poi le strade per molti di loro potrebbero separarsi. Il malessere che attraversa la schiera degli ex Popolari è palpabile e ogni dichiarazione in cui si ribadisce fedeltà al Pd ha il sapore della excusatio non petita. Allora, dopo la non brillante prova di Davide Gariglio alle scorse primarie e le recenti defezioni dell’ex vice segretario regionale, Mariano Rabino e dell’europarlamentare Gianluca Susta. le urne di maggio prossimo sono il vero banco di prova in cui si misureranno consistenza elettorale e agibilità interna al partito.

 

Così gli ultimi frammenti dell’ex Margherita rimasti si stanno organizzando per vendere cara la pelle: un risultato positivo potrebbe ridar loro fiducia, un’altra Caporetto potrebbe provocare un esodo di massa. Sono due i personaggi più attivi in questo momento: il segretario regionale Gianfranco Morgando, negli ultini giorni ridestatosi dal torpore (si è dato un gran daffare per  designare Ugo Dallolio a sindaco di San Mauro Torinese) e, ovviamente, Gariglio. Il primo ha in Stefano Lo Russo, consigliere comunale uscente e coordinatore della segreteria, la sua punta di diamante. Per lui sarà, però, una campagna elettorale accidentata, perché non potrà più contare sul sostegno di due esponenti importanti, titolari in proprio o tramite Stefano Lepri, di consistenti pacchetti di voti: Domenica Genisio, decisa a rincorrere un secondo mandato in Sala Rossa nonostante il pressing di Morgando per farla desistere, e il golden boy del Pd, Daniele Valle (foto), classe 1983, consigliere circoscrizionale alla 3, segretario provinciale dei Giovani democratici, avvocato, assunto in Comune e  rapidamente trasferito in Provincia (delibera del 15 marzo) proprio per evitare l’incompatibilità.

 

Sempre nella famiglia garigliana è certa la candidatura dell’assessore alla Polizia municipale Domenico Mangone, che tra gli altri dovrà pure vedersela con il fratello Gaetano, in lizza con l’Italia dei Valori, sostenuto, pare, dal consigliere comunale Raffaele Petrarulo. Saranno della partita anche l’attuale presidente della circoscrizione IV, Guido Alunno e Marco Muzzarelli, consigliere alla II.

 

Infine l’area laica dell’ex Margherita, quella capitanata dal consigliere regionale Mauro Laus. A rappresentarla nell’assemblea cittadina potrebbe esserci Mimmo Carretta, suo storico collaboratore, l’unico di cui si fidi ciecamente, dopo il raffreddamento dei rapporti con il vice capogruppo Lorenzo Gentile.

 

A meno di un inatteso exploit, però, è difficile che qualcuno di loro possa puntare su un assessorato: Mangone pare stretto da Tom Dealessandri e Alessandro Altamura, assessori in odore di riconferma, mentre la novità dovrebbe essere rappresentata da Enzo Lavolta. Tra le donne, quasi certe della nomina Ilda Curti e Lucia Centillo (la terza potrebbe essere Francesca Cilluffo, sempre meno assimilabile al gruppo legato a Gariglio). Non è ancora chiaro chi di loro sarà costretto a candidarsi: dopo l’annuncio che sarebbero stati tutti inseriti in lista, ora pare che lo stesso Piero Fassino ci stia ripensando. “Se si candidano e prendono 500 voti - si chiede un consigliere – come fai a premiarli con la nomina in giunta?”.   

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