Più che smart siamo smort
13:20 Martedì 09 Luglio 2013 0Cinque capoluoghi di provincia su otto finiscono in terza fascia nella classifica stilata dal rapporto sul tasso di innovazione nelle città. Malissimo Vercelli e Alessandria. Si salva solo Torino che paga però un forte gap nelle politiche green e in quelle educative
Manca ancora della strada a Torino per diventare a tutti gli effetti una smart city, ovvero una città intelligente, con un alto tasso di innovazione, soprattutto in alcuni settori strategici. Se, infatti, il capoluogo subalpino primeggia in comparti come la banda larga, la mobilità alternativa - grazie all’utilizzo di auto elettriche, car sharing e la realizzazione di piste ciclabili - e l’efficienza energetica, è ancora molto indietro in altri, come l’educazione le energie rinnovabili e le risorse naturali. E' quanto emerge dallo “Smart City Index 2013” realizzato da Beetwen, il primo benchmark italiano sullo stato di avanzamento delle smart cities nel nostro paese. Il progetto, patrocinato dall’Agid e dall’Anci, con il supporto di Poste Italiane, Selex ES e Telecom Italia, ha l’obiettivo di misurare con criteri standard il livello di “smartness” dei 116 capoluoghi di provincia del nostro paese.
Nel complesso Torino si piazza al quarto posto, dietro Bologna, Milano, Roma e Reggio Emilia, ma dimostra un elevato gap soprattutto in quelle che potrebbero essere definite le politiche green: paga lo stop nella diffusione della raccolta differenziata e la pessima qualità dell’aria, oltre all’utilizzo ancora troppo basso di pannelli fotovoltaici e il basso sviluppo di fonti di energia alternativa. Male anche nel settore dell’educazione, in cui si tangono conto di fattori quali la diffusione di personal computer nelle scuole, lavagne multimediali e interattive, il collegamento a internet delle aule. Non si piazzano bene le altre piemontesi: in seconda fascia ci sono Cuneo, in 45ª posizione, Biella 62ª, mentre precipitano tutte addirittura in terza fascia le altre, con Novara 80ª, davanti ad Asti (81ª), Verbania (96ª), Vercelli (99ª), Alessandria (104ª).
L’indagine di Between è stata realizzata con una metodologia il più possibile “oggettiva e dinamica”, per misurare la reale adozione delle innovazioni “digital” e “green” legate al percorso dei comuni verso la Smart City. Un percorso che le città italiane stanno affrontando in modo lento e disomogeneo, indipendentemente le une dalle altre. Il benckmark per la messa a punto del ranking nazionale è composto da nove indicatori, che vanno dalla diffusione della banda larga alla presenza di servizi digitali. Nel dettaglio, gli indicatori che determinano il punteggio finale sono: Smart Health, Smart Education, Smart Mobility, Broadband, Mobilità alternativa, Efficienza energetica, Risorse naturali, Energie rinnovabili. In sintesi, secondo l’Index, le città metropolitane (Roma, Milano, Torino, Firenze) sono quelle più avanti nel percorso verso la realizzazione della città intelligente, con 8 di esse su un totale di 14 presenti nella top 20. Reggio Emilia è la media città italiana più avanzata in tema di “smartness”. Fra le città di piccole dimensioni, quelle più “green” e “digital” sono le lombarde.



