AVVISO AI NAVIGANTI

Lega-Pdl, traballa l’asse del Nord

Maroni declassa a “vicende personali” lo scompiglio che sconvolge la formazione berlusconiana e prende le distanze dalle ultime mosse degli uomini del Cavaliere. Costa, con i colleghi di Lombardia e Veneto, manda un avvertimento all’alleato

Ai berlusconiani non sono affatto piaciute le prese di distanza di Roberto Maroni dalle ultime vicende del Pdl. Il segretario della Lega Nord ha contestato la sospensione dei lavori del Parlamento, votata mercoledì. “Siamo pronti a sollecitare e chiedere questo incontro con il presidente Napolitano - ha detto il leader del Carroccio - con il quale ho un ottimo rapporto. Vigileremo perché vicende personali e private di un partito non blocchino l’attività del Parlamento”. Parole che hanno scatenato una dura reazione nello stato maggiore riunito in seduta permanente in via del Plebiscito. “Sono sbalordito dopo aver letto le parole di Maroni che ho sempre stimato. Non riesco a comprenderne il significato”, stigmatizza Sandro Bondi.

 

Ma sono i coordinatori pidiellini del Nord, Enrico Costa, Alberto Giorgetti e Mario Mantovani, capi del partito in Piemonte, Veneto e  Lombardia, ovvero di quelle regioni in cui i berluscones sono al governo con la Lega, a indirizzare un preciso messaggio: “Derubricare, come fa oggi Maroni, a mere vicende personali o private quelle modalità di giustizia sinora mai riscontrate nel nostro Paese e che prefigurano un vero accanimento nei confronti non solo di Silvio Berlusconi, ma anche di tutta la storia politica del centrodestra italiano, non fa parte di quello spirito di collaborazione che garantiamo ai governatori del nord e che il segretario della Lega Nord sembra voler oggi trascurare. Proprio i nostri storici alleati della Lega sono infatti, più di ogni altro, testimoni oculari di come da 20 anni si cerchi di eliminare, per via giudiziaria e non elettorale, dalla vita politica del paese Silvio Berlusconi”.

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