CUORI NERI

“Terza via” a destra, con Alemanno

L'ex sindaco di Roma lascia il Pdl e sonda i camerati confluiti in Fratelli d'Italia. Ma in pochi credono al remake di An. E in Piemonte Vignale prende subito le distanze: "Ci vuole un modello federativo, ripartendo dai circoli presenti sul territorio"

Nessun squillo s’ode a destra, ma il “calpesto rimbomba, da cavalli e da fanti il terren”. Nell’imminenza che la resuscitata Forza Italia rappattumi il volgo disperso, che tra cambi di nomi e turnaround del partito-azienda attende ansioso lo spirito del ’94, gli ex aennini piemontesi non accasati sotto le bandiere dei Fratelli d’Italia si interrogano sul da farsi. Sopratutto dopo che uno dei loro ultimi leader rimasti nel Pdl, Gianni Alemano ha annunciato che non sarà più della partita. In queste settimane l’ex sindaco di Roma ha ragionato con i suoi fedelissimi, ha avuto colloqui con esponenti di primo piano del centrodestra, da Angelino Alfano allo stesso Berlusconi, ha sondato il terreno per capire l’agibilità nella nuova formazione di una componente così identitaria qual è (o qual era) la cosiddetta “destra sociale”. Dal segretario ha trovato porte sbarrate, mentre dal Cavaliere, a quanto pare, ha addirittura avuto un incoraggiamento ad andarsene. Gian Luca Vignale, suo storico luogotenente in Piemonte, ritiene che l’approdo non potrà essere tra i fratelli, anche se ammette che a livello azionale sono ripresi i contatti, soprattutto con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. «Non credo in una riedizione di An – spiega allo Spiffero l’assessore regionale -. Il tema non è quello di salvaguardare gli stati maggiori, i gruppi dirigenti, bensì quello di riconquistare militanti e soprattutto l’elettorato». In tal senso, continua Vignale, era molto più convincente il progetto di “Italia Popolare” presentato lo scorso 16 dicembre da alcune fondazioni e associazioni di area, con l’esplicito obiettivo di costruire un percorso post-berlusconiano. «Credo che il futuro si costruisca in chiave federativa, mettendo in rete molteplici realtà presenti sul territorio». Ricomporre la diaspora della destra, ma «in chiave organizzativa del tutto originale, ogni riproposizione di modelli del passato non avrebbe appeal elettorale».

 

Vignale sostiene che se l’offerta del centrodestra sarà riassunta nell’alternativa tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, lui non avrà dubbi: lavorerà per costruire un soggetto terzo. Pesano valutazioni politiche di carattere generale ma anche la ruggine con i vecchi camerati, da Agostino Ghiglia in giù. Non vi sono le condizioni per una grande reunion della destra piemontese. Non ora, almeno. Rispetto al documento che sta circolando in questi giorni tra gli ex aennini della componente “alemanniana”, significativamente intitolato “Per un centrodestra radicato nella comunità e nel territorio”, dichiara di condividerne l’esprit, pur evidenziandone alcune ingenuità. In particolare, nell’impegno finale, contenuto al termine delle sei pagine, “a creare un’aggregazione politica che, già dall’inizio del prossimo autunno, sia in grado di superare ogni forma di settarismo per offrire una casa comune a tutti coloro che si sentono radicati nei valori identitari e comunitari e che vogliono lottare per salvare l’Italia da un destino di declino”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:10 Giovedì 25 Luglio 2013 ale87 Più candidati che elettori

    Fratelli d'Italia un partito che alle ultime elezioni ha preso meno del 2%, e tutti i sondaggi continuano a darlo alla stessa percentuale, quale strategia ha scelto per cercare di superare lo sbarramento del 4% alle prossime elezioni europee tra meno di un anno: alleare i peggio rottami di quella che fu AN...La Russa un vero stratega politico

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