Fiat fuit. Elkann è “speranzoso”:  tocchiamo i sinquidetti

Assemblea del gruppo del Lingotto all’insegna dell’ottimismo. Marchionne conferma: “In Chrysler saliremo al 35 per cento”

DUETTO Elkann e Marchionne

«Porteremo la quota Chrysler al 35%». Lo ha affermato l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne nel corso dell’assemblea dei soci. «Ci aspettiamo che Fiat nel 2014 raggiunga un fatturato di 64 miliardi di euro - ha sottolineato -, quasi il doppio di quello ottenuto l’anno scorso e potrebbe arrivare a oltre 100 con Chrysler». Per il 2011 il Lingotto si attende un miglioramento generalizzato dei mercati ad eccezione di quelli delle autovetture in Europa la cui performance sarà influenzata dai cali previsti in Italia e Francia. Nonostante ciò, ha spiegato il top manager, «prevediamo che la nostra quota aumenti grazie al lancio di nuovi modelli nel secondo semestre».

 

Per Fiat Spa «la politica di dividendi per l’esercizio in corso resterà invariata pari al 25% del risultato netto consolidato, con un pagamento minimo di 50 milioni di euro». Mentre per Fiat Industrial  si prevede un pagamento minimo di 100 milioni di euro.

Quanto alla domanda di veicoli commerciali leggeri, Marchionne crede in «una leggera crescita in Europa, dove Fiat Professional si manterrà tra i leader. «In Brasile ci aspettiamo che il mercato complessivo segni un incremento compreso tra il 2 e il 5 per cento e che la quota Fiat si mantenga stabile. Uno dei problemi da risolvere, è il basso grado di utilizzo degli impianti italiani: «risulta evidente il divario con gli stabilimenti di Fiat Group Automobiles in Europa. Negli ultimi due anni i siti produttivi italiani hanno lavorato ben al di sotto della loro capacità. In base all’harbour definition, l’utilizzo della rete italiana è al 54%. Se consideriamo la capacità tecnica, arriviamo solo al 37%. Negli altri nostri impianti in Europa, i parametri per misurare la saturazione si sono attestati rispettivamente al 126 e al 78%».

 

Per quanto concerne l’accordo che riguarda l’'impianto di Mirafiori a Torino, il progetto prevede la formazione di una joint venture tra Chrysler e Fiat per produrre Suv sia a marchio Jeep sia Alfa Romeo, «il cui lancio commerciale è previsto per il terzo o al massimo quarto trimestre del prossimo anno. Questo ci consentirà di raggiungere un livello di produzione molto elevato, fino a 280mila unità all’anno». Marchionne ha poi concluso ricordando che «entro la fine del 2011 cesserà la produzione di auto nello stabilimento di Termini Imerese».

 

Prima di Marchionne ha parlato il presidente del Lingotto, John Elkann che ha aperto l’assemblea, l’'ultima della vecchia Fiat, quella che raggruppa auto, camion e macchine agricole. «110 anni fa la Fiat teneva la sua prima assemblea poco distante da qua, in corso Dante. Oggi la Fiat torna alla sua vocazione originale, a fare solo auto», ha esordito Elkann.

«Negli anni la Fiat ha diversificato i suoi ambiti di attività, ricordiamo il famoso motto “cielo mare terra”, negli anni ha deciso di concentrarsi su meno mestieri e sul mondo. Con la decisone che avete preso lo scorso anno Fiat torna a fare automobili, solamente automobili". Poi una nota di carattere personale: «Tra qualche giorno, venerdì, compio 35 anni - ha aggiunto - e pertanto, pensando al nostro futuro e pensando a quello che è stato fatto e soprattutto a tutti i prodotti e ai marchi, devo dire che sono molto speranzoso».

 

Infine il presidente del gruppo torinese ricordando la serie di accordi fatti con Ford, Gm e anche con Chrysler ha affermato: «Da sempre la Fiat ha guardato all’America come il Paese con cui poter fare accordi. Proprio qualche settimana fa quando eravamo a Ginevra con Marchionne e passeggiavamo fra gli stand, vedere quello che è oggi il gruppo Fiat e Chrysler fisicamente, l’impressione di tutti quegli stand, di tutti quei prodotti, insieme per la prima volta nel salone più prestigioso del mondo ci ha riempito di orgoglio. Quella realtà lì è la migliore premessa per il nostro futuro».

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