DISCORDIA ISTITUZIONALE

Tav e Authority, Castelli di rabbia

Débâcle grillina alla Camera: respinto il tentativo di bloccare l’assegnazione dell’agenzia a Torino si esibiscono in un attacco ad personam contro il democratico Esposito. Risponde per le rime Bobba: "Un'opportunità per il territorio e basta con gli insulti"

Hanno tentato, fino all’ultimo, di far saltare il banco, ma per il MoVimento 5 stelle la Camera si è rivelata una vera Caporetto. L’aula di Montecitorio, in sede di conversione definitiva del decreto del Fare, ha infatti respinto l’emendamento con il quale i grillini chiedevano di sopprimere l’assegnazione della sede dell’Authority dei trasporti a Torino. Nei loro interventi i seguaci dell’ex comico genovese non si sono però limitati a contestare la decisione, definita dal deputato Michele Dell’Orco una “marchetta vergognosa”, ma hanno preso di mira – pur senza citandolo – il senatore democratico Stefano Esposito, nemico giurato dei No Tav. Particolarmente virulenta Laura Castelli che, al netto della sua non proprio lineare ars oratoria, ha adombrato interessi e connivenze: «Ora, non perché io sia torinese e perché mi senta toccata nel vivo – ha detto -, ma questi emendamenti, che portano nome e cognome, non solo portano nome e cognome, ma portano quegli atteggiamenti per cui, se si definisce un Parlamento democratico e un Parlamento che rispetta il popolo, i cittadini, la volontà popolare, allora, ci si deve interrogare sulla necessità di fare questi emendamenti; ovviamente, stiamo parlando di un emendamento che è diventato parte dell’articolato». La ragazza di Collegno parla così, dovete avere pazienza. Più esplicita è stata poco dopo, come riportiamo dal resoconto stenografico : «E, allora, quando si hanno non solo nomi e cognomi, ma promesse e promesse, probabilmente, per i prossimi dieci, vent’anni, della vita personale di un politico, allora, ci si interroga su quale connivenza ci sia nell’approvare questi emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Chiaramente, saranno oggetto di nostri emendamenti e, quindi, magari vi spiegheremo meglio, per chi non appartiene a questo territorio, che cosa vuol dire fare un emendamento di questo tipo».

 

Più netto e decisamente più comprensibile il collega Dell’Orco che ha definito la designazione di Torino «un’operazione vergognosa che va fermata! Innanzitutto perché sembra solo un’operazione di lobby, quasi architettata da Confindustria che ha addirittura offerto le proprie sedi. Ci sembra un po’ troppo. Confindustria Piemonte ha poi apertamente dichiarato di aver lavorato per questo obiettivo per tre anni cioè da quando si è iniziato a parlare dell’istituzione dell’Authority. Tanta fatica per cosa ? Per essere controllati forse meglio dall’occhio vigile e attento dell’Autorità dei trasporti o forse per controllarla meglio? Se l’Autorità deve essere indipendente, non deve esserlo solo dal potere politico, dai partiti, ma anche dalle aziende stesse che andrà a controllare. Questa operazione, tra l’altro, è riuscita, facendo gioco politicamente su due leve che niente hanno a che vedere con il buon funzionamento dell’organo. Si è fatta leva, infatti, sul campanilismo che regna spesso in Parlamento e in molti rappresentanti delle istituzioni che svolgono il loro ruolo a vantaggio esclusivo dei propri territori, anche se questo vantaggio deve essere pagato dall’intero Paese. Prova ne è la cordata di senatori piemontesi che ha presentato questo emendamento di pura facciata, ma non solo, si è fatta leva sullo scontro nord e sud».

 

Un vero complotto, orchestrato dall’asse pluto-giudaico-massonico o, se preferite, dall’immracescibile Fodria (Forze oscure della reazione in agguato): «Tanto per cambiare – ha proseguito Dell’Orco - si è scatenata la Lega che vuole in Piemonte questo cosiddetto centro di potere e su queste basi si è creato un asse Pd Lega tra il sindaco di Torino e il governatore della regione che, tra l’altro, questo è interessante, stando alle indiscrezioni, a ciò che è stato detto dalla stampa, starebbe già pregustando un bell’incarico, soprattutto ben remunerato per il dopo, magari con l’appoggio della Fiat, nell’Authority stessa. Se queste notizie di stampa su Cota venissero confermate, sarebbe uno scandalo . È questa la supposta indipendenza che si sta preparando per l’Autorità?»

 

La replica è stata affidata a Luigi Bobba che, assieme ai colleghi del Pd Anna Rossomando e Antonio Boccuzzi ha definito la scelta «un’opportunità importante per lo sviluppo della politica dei trasporti alla quale la nostra regione saprà dare un contributo per know-how e capacità progettuale».

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