VERSO IL CONGRESSO

Renzi fa (la) festa al Pd di Torino

Il sindaco di Firenze rompe gli indugi e annuncia che sarà presente alla kermesse democratica del capoluogo piemontese. Un segnale di attenzione verso una regione che vede crescere la schiera dei suoi sostenitori. Gli risponderà, due giorni dopo, Bersani

ONE MAN SHOW Matteo Renzi

E pensare che più d’uno aveva perso la speranza e invece, con un coup de théâtre degno del personaggio, Matteo Renzi ha annunciato che sì, verrà a Torino alla festa provinciale democratica e che, anzi, già che c’è, si sobbarcherà pure l’onere (e il relativo onore) di chiudere le danze, sabato 14 settembre. È vero che la sera successiva sul palco di piazza d’Armi è prevista la solita intervista addomesticata a Piero Fassino, ma senza offendere non c’è confronto: l’attrazione del momento è il collega fiorentino. All'ultimo, con l'evidente intenzione di tamponare il ciclone renziano, l'organizzazione ha ficcato per il 16 il comizio dell'ex segretario Pier Luigi Bersani. Schermaglie, insomma.

 

Il giovane Rottamatore porterà dunque anche sotto la Mole il suo “format” molto televisivo, ormai rodato in una serie di appuntamenti in lungo e in largo della Penisola, che già nell’impostazione segna la distanza abissale tra la sua idea di partito e quel  cliché da Festa dell’Unità d’antan che l’establishment centrale e periferico fatica a scrollarsi di dosso. La presenza in riva al Po è un preciso segnale d’attenzione verso un territorio che alle primarie scorse gli ha regalato notevoli soddisfazioni e che, almeno nei piani dello stato maggiore dei suoi seguaci subalpini, potrebbe costituire una dote di consensi nella prossima battaglia congressuale.

 

Soddisfatto della pega che sta prendendo il programma il segretario provinciale Alessandro Altamura che, grazie all'asse con il vicecapogruppo al Senato Stefano Lepri, ha portato a casa anche il gran colpo Renzi. A questo punto la strada per l’edizione 2013 è tutta in discesa. La kernesse si svolgerà in Piazza d'armi dal 29 agosto al 16 settembre e prevede un programma di oltre 35 dibattiti, che si sviluppano nell’arco di 19 giorni con la partecipazione di circa 160 relatori, 150 volontari, quattro punti di ristoro da 500 coperti al giorno. Sei ministri da Cecile Kyenge a Maurizio Lupi, politici di primo piano (D’Alema, Bersani e Violante) e candidati alla segreteria (Civati e Cuperlo). Si parlerà dei temi di più stretta attualità, dalla crisi all'andamento del governo, con un occhio all'imminente congresso nazionale del partito.

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