CENTRODESTRA

Pdl, Ghigo monta la fronda

L'ex governatore abbandona l'esilio e si mette alla testa della contestazione dei vertici del partito, accusati di cesarismo. "Irricevibile l'ordine di servizio, serviamo solo a riempire pullman per le manifestazioni". E riprende i rapporti con Chiamparino

Ghigo monta la panna. Come il celebre pasticcere di via Po, l’ex governatore ha  preso in mano la frusta per agitare gli animi del centrodestra piemontese. A scatenare la furia del mite Enzo Ghigo, fino a indurlo a interrompere per qualche decina di minuti l’ozio vacanziero, è il comportamento del vertice regionale del Pdl. Non è piaciuto, a lui e a molti esponenti, soprattutto consiglieri regionali, il recente “ordine di servizio” con il quale il coordinatore Enrico Costa ha assegnato, per ogni eletto, precisi target da raggiungere in occasione di mobilitazioni a sostegno di Berlusconi e nella raccolta delle firme per la campagna referendaria. “Non si può ridurre il partito a tour operator e usare i consiglieri regionali per riempiere torpedoni per le manifestazioni – sbotta uno dei rappresentanti azzurri di Palazzo Lascaris -. Eppoi con quei toni da caserma”. Ma se tra consiglieri e assessori il malcontento è originato dall’essere declassati a “ingranaggio organizzativo” e “dei capi comitiva”, a Ghigo proprio non va giù il continuo riferimento dei suoi successori alle falle del passato, quando lui condivideva con Agostino Ghiglia la guida del partito. “Occorre reagire – ha detto grossomodo in una serie di telefonate -, a settembre ci dobbiamo vedere e riorganizzarci”, annunciando per i primi di settembre la convocazione di una riunione dei “fedelissimi”, di quanti si sentono, a torto o a ragione, emarginati dalla nuova leadership. Un po’ sulla scorta di quell’incontro dello scorso maggio in cui nella sua bella casa di via della Rocca tentò di varare una componente a lui fedele, poco più di una “corrente domestica” visto l’esiguo numero di partecipanti.

 

Ghigo, che non ha ancora smaltito la débâcle della mancata nomina alla Fondazione Crt, esce dal cantuccio nel quale si autoesiliato dopo la rinuncia alla ricandidatura e la sua sostituzione al vertice del Pdl. E lo fa respingendo quelle che, ai suoi occhi, sono critiche ingenerose: il tracollo elettorale, la sostanziale scomparsa della rete territoriale, le consistenti defezioni, l’umiliante rappresentanza parlamentare dei piemontesi. Nel frattempo, coerente allo spirito di quella “concordia istituzionale” che caratterizzò i suoi rapporti con il centrosinistra locale ai tempi in cui sedeva al piano nobile di piazza Castello, Ghigo ha riattivato i canali di comunicazione con Sergio Chiamparino, del resto mai del tutto interrotti. E proprio all’ex sindaco, che sta ragionando su un grande listone “molto trasversale” per le prossime Regionali, avrebbe manifestato “interesse” a confrontarsi sul dopo Cota.

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