I CONTI NON TORNANO

Torino, senza Imu bilancio in tilt

Fassino alla carica del Governo: "I Comuni sono allo stremo. Vanno garantite tutte le risorse promesse". In bilico numerosi servizi (educativi e assistenziali). E, paradossalmente, il documento di previsione potrebbe slittare a fine anno

Chiamatela come volete, cancellatela, riducetela ma una cosa deve rimanere ferma: il Governo deve assicurare la completa copertura delle entrate previste dai Comuni nelle due rate Imu. Altrimenti saltano i bilanci e i sindaci saranno costretti a tagliare, se non ad azzerare del tutto servizi primari. Questo in sintesi la posizione riassunta da Piero Fassino a nome di tutti i primi cittadini in una conferenza stampa dell’Anci, alla vigilia dell’incontro con l’esecutivo. Per Torino sarebbe una vera tragedia: nel complesso l’Imu sulla prima casa assomma a circa 170 milioni su un bilancio complessivo di 1,3 miliardi, incidendo quindi tra il 10 e il 15%, risorse che Palazzo Civico destinata a un complesso di servizi (educativi, assistenziali, igiene ambientale). In mancanza di tali introiti non solo il bilancio di previsione 2013 sarebbe destinato a slittare ulteriormente ma, inevitabilmente, dovrebbero essere soppressi  numerosi interventi. Prospettiva che fa rizzare i capelli all’assessore Gianguido Passoni, in apprensione mentre sta trascorrendo i suoi ultimi giorni di vacanza. Da scongiurare anche l’ipotesi, affacciatasi nelle scorse settimane da fonti governative, di trasformare una parte della copertura in obiettivi di risparmio nell’ottica della spending review.

 

L'Anci ha spiegato Fassino, «non è chiamata a dire Imu sì, Imu no. Non siamo affezionati a un dibattito di natura ideologica». Per i Comuni il tema fondamentale è «quali sono le risorse di cui i comuni potranno disporre per loro funzioni, cioè i servizi fondamentali e quali sono le risorse con cui gli enti locali potranno dare corso a politiche di investimento necessarie alla crescita e allo sviluppo del paese». Il governo «può decidere di abolire o meno l’Imu, ma non può decidere di far pagare il conto ai Comuni. Riteniamo che non ci possano più essere riduzioni delle risorse. Chiediamo al governo la completa copertura di tutti gli introiti previsti per l’Imu 2013 e diciamo no a ulteriori tagli alle risorse 2014, pena mettere in discussione i servizi essenziali per i cittadini». L'Anci, ribadisce Fassino, ritiene «irrinunciabile che siano garantite le risorse compensative dell'Imu 2012, circa 700 milioni. E anche l'Imu 2013: i Comuni devono vedersi garantito l'introito previsto». «Non ci possono più essere riduzioni delle risorse di cui i comuni beneficiano. Chiediamo la completa copertura tutti gli introiti previsti per i Comuni per il 2013 e che non ci siano altri tagli per il 2014», ha sottolineato il sindaco di Torino. «Quello che il governo non può decidere è di fare pagare conto ai comuni», ha detto Fassino. «Le riduzioni sono diventate via via più onerose al punto che oggi non è concepibile per nessun comune subire ulteriori tagli pena la riduzione dei servizi essenziali per i cittadini», ha concluso. «Chiediamo siano garantire ai comuni le risorse per restituire alla Tesoreria le risorse anticipate per la prima rata e che il governo si faccia carico della seconda rata».  E anche l’eventuale introduzione di una service tax «deve tenere conto di criteri di equità, sostenibilità e tempi di applicazione compatibili. Per questo occorre che l'eventuale adozione della service tax decolli dal 2014».


Alla riunione ha partecipato una folta delegazione di sindaci, fra i quali Ignazio Marino (Roma), che con Giuliano Pisapia (Milano) starebbe facendo pressioni per strappare una proroga dei termini di approvazione del bilancio, addirittura a mese di novembre. «Torino una quadra l’ha trovata, pur tra mille difficoltà – commenta Passoni -, ma se cambiano le carte in tavola allora salta il banco».

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