CONCORDIA ISTITUZIONALE

Nessuna s-Coppola al centrosinistra

Mentre con il caso Csea traballa il "sistema Torino" il candidato sindaco del centrodestra si dà alla macchia, alimentando sospetti e dietrologie. Opposizione poco incisiva, "hanno fatto tutto da soli". Ma Costa annuncia iniziative politiche incalzanti

È mancata la “s-Coppola” del centrodestra. In Sala Rossa, tra i consiglieri di opposizione, e soprattutto in corso Vittorio, quartier generale del Pdl, l’atmosfera è tutt’altro che euforica, come pure ci si aspetterebbe di trovare negli avversari di un centrosinistra, quello torinese, investito dalla bufera dell’affaire Csea. Compassati, sobri nelle dichiarazioni, attenti a non alzare eccessivamente i toni della polemica: un contegno che nulla ha a che fare con il proverbiale understatement sabaudo, quanto piuttosto con il crescente imbarazzo verso un’azione che, alla luce dei fatti, si è rivelata perlomeno stentorea. Fatto salvo per Enzo Liardo che, nella veste “istituzionale” di presidente della commissione d’indagine, ha svolto in maniera ineccepibile la funzione inquirente, il gruppo non si è mostrato all’altezza della situazione: né in Aula (in primis con le scombiccherate tesi del capogruppo Andrea Tronzano), né sul piano della pubblica opinione. La sensazione prevalente nel gruppo dirigente pidielino è che si sia persa un’occasione d’oro per dare fuoco alle polveri e scatenare una campagna politica contro quel “sistema Torino”, più volte denunciato come la vera tabe che da un ventennio corrode l’amministrazione cittadina, allargando le sue maglie in ampi settori, con spirito consociativo e pratiche concertative.

 

E la latitanza di Michele Coppola, unita alla “provvidenziale” assenza di Paola Ambrogio (ghigliana ortodossa) al momento del voto sulla mozione di minoranza (stoppata d'un soffio dalla maggioranza, 16-15), non sgomberando il terreno da sospetti e arrière pensée. L’immagine del candidato sindaco del centrodestra che si dà alla macchia in una delle giornate cruciali per la giunta Fassino e che, proprio quando gli viene servita su un piatto d’argento la possibilità di prendersi la rivincita dopo la sconfitta delle urne, è uccel di bosco, pare a molti paradigmatica di come sia stata condotta negli ultimi due decenni l’opposizione. Avrebbe potuto (o dovuto) fare uno strappo al cronico assenteismo che contraddistingue la sua presenza in seno al Consiglio comunale, invece ha preferito sottrarsi, autorizzando così le interpretazioni più malevoli sul “candidato sindaco del centrodestra scelto da Chiamparino”, e non solo per la comune passione per il running. Il leader regionale Enrico Costa, che nei prossimi giorni incontrerà il gruppo di Palazzo Civico e investirà della questione il coordinamento, rifiuta letture dietrologiche, preferendo concentrare l’attenzione sul “dopo” e sulle iniziative politiche da intraprendere: «Informeremo i torinesi attraverso un “volantone” nel quale, a partire dalla vicenda Csea, faremo emergere tutta la polvere che le giunte di sinistra hanno accumulato sotto i loro tappeti rossi. Non faremo sconti».

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