RITORNO DI FIAMMA

Marcia su Roma per rifare An

Vignale organizza torpedoni in vista della Costituente della nuova destra, promossa nella capitale da Alemanno. La prospettiva è la riunificazione con i "Fratelli d'Italia", anche se si annuncia difficile la convivenza con Ghiglia. Effetti sulla giunta Cota?

A NOI Alemanno e Vignale

Da cosa nasce casa. La meta è segnata: riunificare la destra, mettendo insieme gli attuali soggetti nati o sopravvissuti alla morte decretata dal fondatore del Popolo della libertà. E se la gran parte della diaspora ex aennina ha trovato rifugio sotto le insegne dei Fratelli d’Italia, l’area della cosiddetta “destra sociale” ha intrapreso il cammino verso la rifondazione. “Si riparte!” scrive nel suo blog “duepuntozero” il leader Gianni Alemanno, annunciando per domenica 13 ottobre alle 10,30 al Cinema Adriano di piazza Cavour, una grande manifestazione nazionale promossa da “Prima l’Italia”, la rete di circoli e associazioni che ha in Piemonte il suo principale riferimento in Gian Luca Vignale. Dopo un lungo lavorio sottotraccia è lo stesso assessore, che siede nella giunta regionale in rappresentanza di Progett’Azione, ad annunciare in un sms inviato ai simpatizzanti il carattere “costituente” dell’iniziativa. Anzi, nel testo parla esplicitamente di “nuova An”, obiettivo peraltro già anticipato dall’ex sindaco di Roma in una recente intervista a Libero: “Farò un partito con la Meloni”, ha affermato. Movimenti peraltro già descritti dallo Spiffero, in un articolo contestato dallo stesso Vignale. Certo, sarà curioso assistere alla riappacificazione tra Vignale e Agostino Ghiglia, numero uno dei “fratelli” e non proprio il principale estimatore del suo collega. Ma si sa, ogni ritorno di fiamma ha i suoi inconvenienti.

 

Grande è lo sforzo organizzativo richiesto, a ulteriore conferma dell’importanza che Vignale assegna all’appuntamento di metà ottobre: almeno 100 partecipanti da Torino a bordo di pullman in partenza la sera precedente. “Da oggi alzare telefoni, sms, mail”, intima perentorio Vignale, invitando i militanti a rivolgersi a “Cristina, Giuva e Monica”.

 

Tra i pochi, invece, a mostrarsi per nulla preoccupati dal cambio d’insegna del Pdl in Forza Italia c’è Andrea Fluttero, senatore pidiellino dal 2008 al 2013, ma con un passato di esponente torinese di spicco di An nelle cui file è stato eletto in Consiglio provinciale e poi sindaco di Chivasso, oltreché parlamentare dal 2006 al 2008 e oggi membro della direzione nazionale del Pdl e del coordinamento piemontese, vicino all’ex ministro Altero Matteoli: «Contano i contenuti, non il marchio, se questi non cambiano non c’è ragione per abbandonare un progetto politico – ha spiegato nei giorni scorsi all’Adnkronos -. Non mi pare che nel nuovo progetto ci sia l’intenzione di cambiare al di là del marchio, la sostanza dunque non credo si ponga il problema di cosa fare dato che per me contano i contenuti. Io, dunque, resto dove sono e per quello che ad oggi mi pare di capire credo sia lo stesso anche per altri ex esponenti piemontesi di An confluiti a suo tempo nel Pdl, anzi io spero che questa sia veramente l’occasione per realizzare il progetto di un grande partito versione italiana del Ppe».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    12:22 Domenica 29 Settembre 2013 silvioviale VANNO A PAGARE IL BUCO DI ALEMANNO?

    Dicono che il comune di Roma debba affrontare un buco di 800.000 (ottocento) milioni sul bilancio preventivo del 2013 lasciato da Alemanno, che ha proceduto in dodicesimi, fregandosene dei conti.Dicono che le spese del gabinetto del sindaco del 2012 siano state 10 milioni ... Speriamo che i Fratelli d'Italia non si trasformino in fratelli di Roma e si ricordino anche dei fratelli di Torino, magari adottando a Torino anche solo un decimo dell'indulgenza che hanno verso Alemanno.

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