FUORI DAL PALAZZO

“Cuperliani”: il congresso può attendere

Per i sostenitori dello sfidante di Renzi il precipitare della crisi politica impone unità e mobilitazione del partito. Propongono per sabato 5 ottobre una iniziativa regionale contro le scelte "irresponsabili" di Berlusconi. Ci si prepara per la premiership

Il precipitare del quadro politico nazionale impone al Pd un cambio di passo. È quanto sostiene  il “Coordinamento Gianni Cuperlo Piemonte”, la falange locale schierata a sostegno dell’aspirante segretario Pd, che questa sera al termine di un’affollata assemblea ha diramato una lettera aperta ai vertici del partito per chiedere, sostanzialmente, di soprassedere alle questioni congressuali per concentrare tutte le forze sulla delicata contingenza politica. Proponendo per sabato 5 ottobre una giornata di mobilitazione regionale del partito. “La situazione che si è venuta a creare dopo le irresponsabili dimissioni dei ministri del Pdl, richiede una immediata iniziativa politica del Partito democratico – si legge nel documento uscito dalle stanze di via Masserano -.  Innanzitutto serve una mobilitazione politica dei parlamentari e dei dirigenti del Pd in tutti i circoli del Piemonte per discutere con il nostro popolo la nuova fase politica, per questo chiediamo al segretario provinciale e a quello regionale del Pd di assumere da subito una iniziativa in questo senso. Proponiamo che sabato 5 ottobre sia la giornata di mobilitazione del Pd piemontese. Una fase che richiede responsabilità dando la priorità alle vere emergenze del nostro paese: e cioè un governo che vari subito la legge di stabilità e cancelli definitivamente il porcellum per una nuova legge elettorale”.

 

Questa è oggi la vera priorità e il ripiegamento sulle vicende interne non sarebbe compreso dallo stesso elettorato di centrosinistra. Da qui l’invito a celebrare in un secondo tempo le assise congressuali: “Il congresso del Pd è indubbiamente importante e necessario  - e va fatto - ma non può diventare un elemento che crea tensioni e problemi in questa delicata fase politica”. Il rischio che paventano gli esponenti “cuperliani” è che prevalgano divisioni proprio nel momento in cui è necessario presentarsi al Paese con una posizione condivisa: “A prescindere dalla fase congressuale – conclude la lettera -, va garantita e consolidata una rinnovata unità politica del Partito democratico. Un’unità che deve superare le ambizioni di potere dei singoli  e i posizionamenti tattici e favorire, al contrario, una compattezza politica del partito necessaria per affrontare i prossimi mesi. E solo l’unità e la responsabilità del Pd possono garantire un esito positivo alla crisi irresponsabilmente lanciata e creata da Berlusconi e dal Pdl”.

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