LINGOTTO DOUBLE'

Marchionne vede rosa, Ficht il downgrade

L'ad pronostica una mini ripresa del mercato dell'auto, anche grazie alla ritrovata stabilità del quadro politico: "Felicissimo della fiducia a Letta". Ma per l'agenzia americana l'Ipo di Chrysler potrebbe comportare un declassamento del rating di Fiat

Una Fiat double-face. Mentre il Lingotto prevede una piccola ripresa del mercato, anche grazie alla ritrovata (?) stabilità del quadro politico italiano, una delle più importanti agenzie internazionali di rating starebbe meditando di declassarla. «La stabilità dell’esecutivo fornisce una maggiore serenità sui piani di investimento. Sono estremamente contento che si sia arrivati a questa soluzione perché il Paese ha finalmente la possibilità di andare avanti e di gestire il futuro in maniera razionale», ha detto oggi Sergio Marchionne in un colloquio riservato con il governatore dell'Abruzzo, Gianni Chiodi, e il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano. Per il top manager è possibile un recupero del mercato dell’auto europeo nel 2014, ma sarebbe comunque poco significativo. «Può darsi che nel 2014 ci sia un recupero del, ma nel caso non sarà significativo, non tale da far cambiare opinione sul mercato dell’auto in Europa», ha aggiunto, affermando che il Lingotto è in grado di reagire senza lasciarsi prendere di sprovvista, anche grazie a una strategia che le consente di adeguarsi ai venti del mercato. «Lo stiamo facendo di nuovo, ripensando in parte il nostro business e sfruttando il patrimonio storico dei nostri marchi premium», ha spiegato, auspicando in questo modo di contrastare gli effetti del crollo della domanda di auto in Europa, che è ai livelli più bassi degli ultimi due decenni.

 

Ma i seppur cauto ottimismo è intaccato dalle indiscrezioni riportate da Milano Finanza secondo le quali l’Ipo di Chrysler potrebbe portare Fitch a declassare Fiat. L’agenzia americana, che attualmente ha un rating BB- su Torino, ha analizzato i diversi scenari legati all’acquisto da parte del Lingotto della partecipazione della casa automobilistica statunitense attualmente in mano al Veba, il fondo pensionistico e sanitario del sindacato Uaw. «Crediamo che l’effetto negativo di un aumento del debito sui principali parametri creditizi del gruppo sarà gestibile all’interno degli attuali rating se l’impatto netto dell'acquisto (prezzo lordo meno il potenziale aumento di capitale) rimane al di sotto di 2,5 miliardi di euro», hanno spiegato gli analisti dell’agenzia. Al contrario – spiega Valentina Sorrenti -, lo scenario più sfavorevole per Fiat, ossia pagare oltre 5 miliardi di dollari per completare l’acquisto di Chrysler, potrebbe avere un impatto negativo sul rating se l’operazione fosse finanziata soltanto a debito. La visione di Fitch si basa anche sul presupposto che Fiat sarà in grado di fondersi con Chrysler e poi di rifinanziarne il debito, un prerequisito per accedere pienamente alla cassa della casa di Auburn Hills.

 

In ultima analisi, il rating di Fiat rifletterà la possibilità o meno del gruppo di accedere alla liquidità e ai flussi di cassa di Chrysler senza vincoli. Mentre lo scenario alternativo di un’Ipo di Chrysler «potrebbe portare a un declassamento perché la quotazione potrebbe complicare la corporate governance del gruppo e la struttura manageriale, in particolare a causa di un azionariato frammentato, e allungare il processo di rifinanziamento del debito di Chrysler», hanno sottolineato gli esperti. Prospettiva che potrebbe essere scongiurata in caso di accordo con i sindaco americano.

print_icon