TRAVAGLIO DEMOCRATICO

Asti, la base Pd si ribella: “Vergogna!”

Appello a candidati e organismi di partito perché venga annullato l'esito dei congressi "falsati" dalle truppe cammellate. Domenica si sono iscritti due nuovi tesserati su tre, tra cui una nutrita pattuglia di albanesi. "Occorre un sussulto di dignità"

Ora che il “caso Asti ha conquistato rilevanza nazionale occorre un “sussulto di dignità”. È un appello alle “nostre coscienze” di militanti e dirigenti del Partito democratico quello lanciato in queste ore da 16 iscritti al partito astigiano che partendo da quanto è capitato domenica scorsa ai congressi dei circoli della zona - dove 341 persone  “folgorate sulla via del Pd” si sono tesserate (tra cui cui una nutrita pattuglia di albanesi), praticamente due nuovi iscritti su tre – chiedono di “non tacere” di fronte a una “pagina indegna della nostra storia politica”. Appartenenti a tutte le componenti, vi sono civatiani, cuperliani e persino renziani (probabili vincitori del congresso provinciale), i sottoscrittori si dicono «umiliati e furenti, perché molte di quelle persone ammassate per sottoscrivere una tessera sono state chiamate a raccolta da forze uguali e contrarie che, con la complicità di regole scellerate, non si sono fatte scrupoli a svilire un congresso, il momento più alto nella vita di partito, in cui si dovrebbero confrontare idee e non cordate. Molti dei neotesserati sono disoccupati, migranti, famiglie in difficoltà, gli stessi che la nostra storia politica ci impone di tutelare e che invece abbiamo scelto di sfruttare come “carne da congresso”. Tutti metodi che abbiamo già visto applicare in passato, senza che nessuno se ne assumesse mai la responsabilità».

 

Da qui l’interrogativo, tutt’altro che retorico, sul senso di tale prova di forza: «certo, controllare la segreteria provinciale e cittadina significa risparmiarsi molte noie e possibili critiche da parte di militanti pensanti e non adepti. Ma questo obbiettivo può legittimare l’umiliazione della militanza onesta e lo sfruttamento di persone ignare? Vorremmo che i responsabili dello scempio rispondessero a questa domanda, anzitutto davanti alla loro coscienza». L’onta non è soltanto di immagine – spiega il consigliere comunale Enrico Panirossi, ma lacera l’animo della militanza di base: « In queste ore tanti vorrebbero stracciare le tessere, anche tra i nostri eletti. C’è chi l’ha già fatto. Quando si scavalcano i militanti le conseguenze sono queste, mentre il partito cessa di avere un senso come luogo di partecipazione e confronto».

 

A questo punto l’appello è rivolto a Giorgio Ferrero, Francesca Ferraris, Carlo Gentile e Luigi Sposato, i candidati che in queste settimane stanno combattendo la battaglia congressuale, affinché non accettino l’esito di una competizione che pare, con ogni evidenza, falsata. «Ci rivolgiamo dunque ai candidati, scavalcati dalle stesse forze che li sostenevano, perché agiscano in prima persona e contribuiscano a superare questo momento di estrema amarezza. Chiediamo a di non accettare l’esito falsato di questo congresso, di verificare insieme alla commissione per il congresso il rispetto del codice etico di tutti gli iscritti e condannare politicamente quanto accaduto».