CONGRESSI NELLA POLVERE

Pd, “ora basta con i Ponzio Pilato”

Due dirigenti, Merlo e Centin, chiedono che il malcostume emerso nelle assise congressuali in Piemonte venga affrontato “a viso aperto”. E strigliano Morri-Gnorri, segretario provinciale in pectore: “Non può continuare a fingere che tutto va bene”

La misura è colma, il danno – e non solo d’immagine – è fatto. Ora dopo tutto quello che è uscito e sta uscendo sui congressi in Piemonte, il Pd deve prendere la questione di petto e trovare le modalità per sanare la ferita. Due esponenti di primo piano del partito, l’ex deputato Giorgio Merlo (ora responsabile nazionale Rai, e Pasquale Centin, coordinatore di Area Dem (entrambi sostenitori di Cuperlo), chiedono che sia fatta chiarezza, a ogni livello. «Il malcostume politico emerso sino ad oggi nel congresso del Pd di Torino e provincia è noto a tutti e sotto gli occhi di tutti –scrivono in una nota -. Circoli come votifici di massa, pacchi di tessere che spuntano come funghi, confronto politico limitato a pochi intimi, trasformismi di ogni sorta e casi di autentico malcostume durante il voto alle varie mozioni. Adesso, però, i Ponzio Pilato devono piantarla. Il malcostume e lo squallore emersi nel Pd torinese, per non parlare di altre province piemontesi come quella di Asti, devono essere affrontati alla luce del sole».

 

In gioco c’è la credibilità del Pd. «I congressi saranno, alla fine, forse anche formalmente corretti, ma il malcostume non lo si cancella voltandosi dall’altra parte o negando la realtà». A iniziare da Fabrizio Morri, segretario provinciale di Torino in pectore, che per il suo comportamento “pilatesco” si è meritato l’appellativo di “Gnorri”.  «Il futuro segretario provinciale, se dovesse essere il renziano Morri, non potrà fingere che tutto va bene madama la marchesa. Chi copre il malcostume politico o non lo denuncia rischia di diventare complice di quel malcostume. Ecco perché su questo tema adesso il Pd deve ridiventare credibile affrontando le cause specifiche di questo squallore a viso aperto. In tutti i circoli e nella segreteria provinciale».

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