TARTASSATI

Tares, colpo di grazia al commercio

Gli ambulanti di Torino chiudono i banchi e scendono in piazza: "Vogliamo parlare con Fassino". Anche l'Ascom sul piede di guerra: "Tagliare la spesa improduttiva. Non possiamo continuare a sovvenzionare i carrozzoni della politica"

Sono partiti dai mercati generali di Porta Palazzo, hanno raggiunto il Comune di Torino e poi hanno occupato la stazione Porta Susa. Anche gli ambulanti scendono in piazza in una città in cui non solo il settore manifatturiero, ma anche il terziario ormai è allo stremo, schiacciato tra crisi e tasse. Protestano contro quello che ritengono essere l’ennesimo flagello perpetrato dalle istituzioni, l’aumento della Tares, la tariffa rifiuti, disposto dal bilancio appena approvato a Palazzo Civico. E’ la rivolta del commercio: «Siamo soffocati dalle tasse, nel 2001 pagavamo all’anno 700mila lire per i rifiuti, oggi dobbiamo versare quasi 3000 euro. Non ce la facciamo più anche perché a causa della crisi l'incasso medio per molti di noi non supera i 100 euro al giorno». Chiedono un incontro con il sindaco Piero Fassino.  

 

Sono i commercianti i più tartassati, in particolare quelli della ristorazione: aumenti del 13,37% per i chioschi, del 20% per bar, ristoranti, birrerie e appunto per i banchi vendita all’aperto, che sono infuriati. Per fare un esempio, una pizzeria a Torino spende 41,15 euro per metro quadro, a Bologna 26,25, a Savona 20,67, a Lucca addirittura 11,14 (un quarto rispetto al capoluogo piemontese). Senza spostarsi troppo basta trasferirsi nella vicina Moncalieri per pagare la metà: 20,62. «Parliamo di imprese che già sono gravate da una tassazione del 55%» sbotta la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa, che ha fatto di tutto per scongiurare ulteriori aumenti. Inutilmente. «La verità è che servirebbero dei tagli alla spesa improduttiva che questa amministrazione continua a non fare. In una fase di recessione come questa non si può continuare a salassare le imprese per mantenere i carrozzoni della vecchia politica».

 

E’ un fiume in piena e rappresenta al meglio la frustrazione di chi non sa più dove recuperare le risorse per mantenere aperta la propria attività: «Vorrei che la politica, una volta tanto, si facesse un esame di coscienza».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    01:38 Mercoledì 06 Novembre 2013 massimo finirà mai il "tassa e spendi"?

    in Italia e a Torino fare impresa è veramente arduo e le varie Amministrazioni ci mettono del loro per disincentivare chi, con coraggio, si cimenta. e questo è un dato di fatto.

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