POLITICA & GIUSTIZIA

Giovine gioca la mossa della prescrizione

A sorpresa, davanti ai giudici della Cassazione, i legali del leader dei Pensionati chiedono di non procedere nella conferma o meno della condanna per falso nella nota vicenda delle firme. Il procuratore Volpe, durissimo, respinge. Decisione in serata

Non si proceda a causa dell’avvenuta prescrizione del reato. Un autentico coup de théâtre, quello che Giovanni Nigra, difensore di Michele Giovine, ha riservato al termine della propria arringa davanti si giudici della V sezione penale della Corte di Cassazione, chiamati ad esprimersi sulla colpevolezza del leader dei Pensionati per il reato di falso nell’ambito delle sottoscrizioni della lista elettorale alle ultime Regionali. Si è appena conclusa l’udienza presieduta da Alfredo Maria Lombardi e il caso delle “firme false” del Piemonte è stato il secondo procedimento ad essere esaminato in una lunghissima giornata di sedute (26). Dopo aver ascoltato la relazione di  Maurizio Fumo e la richiesta del procuratore generale Giuseppe Volpe,  durissimo nel respingere le motivazioni della difesa, la Corte emetterà nel tardo pomeriggio la sentenza. Una decisione che sarà decisiva per il successivo responso del Tar sulle elezioni del 2010, quelle vinte per una manciata di voti da Roberto Cota: competizione nella quale il risultato dei Pensionati (oltre 20mila voti) è stato determinante.

 

Come noto,  Giovine, consigliere regionale al momento sospeso dalla carica a seguito della condanna a due anni e otto mesi di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per due anni, è accusato con il padre Carlo di aver irregolarmente autenticato firme della sua lista, molte di queste a sua volta false. Da qui il procedimento giudiziario avviato su denuncia dell’ex presidente sconfitta Mercedes Bresso, sostenuta da altri alleati della compagine di centrosinistra. Un’azione legale che è stata condotta sui piani legale e amministrativo, volta a dichiarare illegittimo il risultato e a far decadere l’attuale consiglio regionale. Nelle varie tappe della lunga querelle giudiziaria, il Consiglio di Stato ha rimesso nelle mani del Tar del Piemonte la scelta tra avvalersi oppure no delle decisioni prese sulla vicenda in sede penale, e il Tar Piemonte ha preferito attendere una decisione definitiva sulla condanna di Giovine: in caso della conferma definitiva diventerebbe irreversibile, consegnando a Sara Franchino, sua fidanzata, il seggio a Palazzo Lascaris. A quel punto i giudici di corso Stati Uniti potrebbero modificare i risultati delle decisioni elettorali del 2010.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:43 Giovedì 14 Novembre 2013 Paolinopaperino In galera!

    E buttate via la chiave!

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