BANCHE & POLITICA

Le grinfie di Scajola sulla Carige

L'ex ministro briga nelle retrovie per imporre al vertice della Fondazione il savonese Pasquale, uno dei suoi fedelissimi. Lui non smentisce: "Se mi verrà chiesto non mi tirerò indietro". E si prepara a rilevare il testimone del silurato Repetto

Come nella miglior tradizione dei boiardi, anche il più accreditato futuro presidente della Fondazione Carige il savonese Luciano Pasquale non si candida ufficialmente, ma con il consueto «spirito di servizio» dice «sono pronto a dare il mio contributo, se me lo chiederanno». Ben sapendo che la richiesta arriverà o sarà, nel frattempo, già stata inoltrata. Presidente di Unioncamere Liguria e della Cassa di Risparmio di Savona, un passato all’Unione industriale, Pasquale viene indicato come il più probabile successo di Flavio Repetto , sfiduciato da un plotone di 17 consiglieri vicini all’ex ministro Claudio Scajola, ma anche rappresentanti di quelle Camere di Commercio di cui il suo probabile successore è il numero uno in Liguria.

 

A nulla sono serviti i tentativi di far fuori Repetto posti in essere dal centrosinistra e in particolare dal sindaco di Genova Marco Doria:  Il consiglio di indirizzo ha deciso la sfiducia dopo che il ministero dell’Economia ha sollevato dubbi sulla gestione della Fondazione.  «Le scelte gestionali e patrimoniali operate dal presidente e delle quali in consiglio di indirizzo veniva abitualmente informato solo a posteriori hanno provocato una consistente riduzione del patrimonio della Fondazione, una grave carenza di liquidità che impedisce allo stato un adeguato perseguimento delle finalità statutarie e i noti rilievi del Mef» questo quanto scritto nella mozione di sfiducia. Anche se i più individuano la ragione vera dell’operazione nelle tensioni con l’ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, al quale è subentrato il nuovo presidente della Banca, Cesare Castelbarco. A Repetto è stato pure contestato il fatto che«non ha provveduto tempestivamente a porre all’ordine del giorno l’integrazione del consiglio di amministrazione della Fondazione a seguito del venire meno, ormai da molti mesi, di due consiglieri, alterando così la composizione del consiglio stesso, dimostrandosi incurante delle istanze avanzate da un’ampia maggioranza del consiglio di indirizzo». Insomma una guerra scatenata da Ponente, dove Scajola dice ancora la sua, e che a Ponente (Savona) potrebbe trovare in Pasquale l’erede dello spodestato Repetto.

 

Per la sua successione era pure circolato il nome dell’ex sindaco di Genova Giuseppe Pericu, ma ormai i giochi sembrano fatti per questa fondazione che è chiamata  entro strettissimo a un aumento di capitale in Banca Carige (51 sportelli in Piemonte) , che porterà a una diluizione delle quote e a una ridistribuzione degli equilibri interni. Nel frattempo Luciano Pasquale mette le mani avanti: «Superate le attuali divergenze - dice - La Fondazione ha infatti bisogno di un programma solido e ben definito. Dal canto mio potrei portare in Fondazione la mia esperienza dopo aver lavorato come presidente in quella della Carisa a Savona. Certamente se faranno il mio nome non mi tirerò indietro». Per spirito di servizio, come sempre.

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