FINANZA & POTERE

Carige, il Pd sbaraglia il “blocco navale”

Alla guida della fondazione che governa l’omonima banca, potentissima in Liguria e con 51 sportelli in Piemonte, arriva Momigliano, ex presidente della municipalizzata dei rifiuti genovese (Amiu), legato al governatore Burlando (e a Fassino)

Alla fine il “blocco navale” messo in atto dalla flotta dei fedelissimi dell’ex ministro Claudio Scajola ha ceduto: dopo la bocciatura dell’ex numero due di Finmeccanica Remo Pertica e, ancor prima del presidente della Cassa di Risparmio di Savona Luciano Pasquale, sul ponte di comando della potente Fondazione Carige (che governa l’omonima banca, potentissima in Liguria e con 51 sportelli in Piemonte) è arrivato un uomo del Pd: con 17 voti su 28 il consiglio di indirizzo ha eletto Paolo Momigliano, 55 anni, avvocato dello storico studio genovese De Andrè, ex presidente della municipalizzata dei rifiuti genovese (Amiu), legato al governatore Claudio Burlando e ancor più al sottosegretario alla difesa Roberta Pinotti, a sua volta in strette relazioni con il sindaco di Torino Piero Fassino.

 

Il nome di Momigliano non figurava tra quelli dei papabili circolati negli ultimi giorni, anzi sembra sia saltato fuori come un coniglio dal cilindro per uscire da un imbarazzante impasse che aveva visto in ballo, nel giro di poche ore ben due candidature gradite al sindaco di Genova Marco Doria, ovvero quelle di Giovanni Maria Flick e Guido Alpa. A proporre Momigliano è stata la minoranza del Consiglio di indirizzo, trovando l’appoggio non solo di  Doria, ma anche  quella del presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone.

 

Già presidente dell’Amiu genovese (per undici anni) , Momigliano è uomo della sinistra ligure e si era schierato apertamente a favore della parlamentare Pinotti all’epoca delle primarie del Pd. E con un altro big democrat ligure, ovvero il presidente della Regione Burlando, il neopresidente della Fondazione Carige, alcuni anni addietro, si recò - come numero uno della municipalizzata della nettezza urbana - in Cina dove siglò nientemeno che un accordo bilaterale con la municipalità di Pechino sulla politica dei rifiuti. Questo mentre i comitati genovesi lo accusavano di aver negato l’esistenza di rifiuti provenienti dalla Campania nella grande e arcicontestata discarica genovese di Scarpino.

 

Un uomo, insomma, organico al Pd genovese quello chiamato a governare una corazzata con non poche falle e bisognosa di un deciso intervento se è vero com’è vero che a favorire - sia pure indirettamente - il siluramento dell’ex presidente Flavio Repetto è stato anche più di un rilievo arrivato dal ministero  e subito citato dagli oppositori  nella mozione di sfiducia in cui si  accusava lo stesso Repetto di «scelte gestionali e patrimoniali» che avrebbero «provocato una consistente riduzione del patrimonio della Fondazione e una grave carenza di liquidità». Non appena eletto, Momigliano ha detto che si impegnerà «per fare funzionare al meglio la Fondazione con  particolare attenzione per le fasce più deboli della società».  Ma, c’è da supporre, altrettanta attenzione porrà nell’opera di ricucitura tra due blocchi: quello sconfitto di Giovanni Berneschi, presidente di Banca Carige, assieme a Scajola e quello che ha pescato il nuovo numero uno della Fondazione nelle acque del Pd genovese.