CANTIERE LUMACA

Asl Novara tra pompieri e carte bollate

Intervento dei vigili del fuoco al cantiere della nuova sede dell'azienda sanitaria: sospetta fuga di gas. Intanto alla Procura è stato depositato un esposto per l'ipotetico danno ambientale della centrale termica. La politica locale continua a tacere

Sabato mattina di grande agitazione al cantiere dell’Asl 13 di Novara. Stamane, infatti, i vigili del fuoco, allertati da una fuga di gas localizzata nei pressi della nuova centrale termica, sono arrivati nell’area dei lavori di viale Roma per un lungo accertamento. Verificata la situazione critica hanno coinvolto nell’ispezione anche i tecnici dell’Italgas, che si sono immediatamente messi all’opera e sono attualmente al lavoro.

 

I novaresi, a dirla tutta, si sono svegliati oggi con un’altra sorpresa. Il Corriere di Novara, lo storico periodico d’informazione della città, ha dedicato una intera pagina al problema mettendo in luce la denuncia del danno ambientale patito da alcune famiglie che sono ormai da tempo costrette a vivere accanto alle esalazioni delle ciminiere. Forse è il segnale che qualcosa sta cambiando.

 

Questa concomitanza di fatti arriva al termine di una settimana in cui un esposto è stato presentato alla Procura della Repubblica di Novara, supportato da numerose firme raccolte nel quartiere, con ipotesi di danno ambientale provocato dall’attività della centrale termica. Un’opera per la realizzazione della quale, ricordiamo, è stato soppresso un polmone verde cittadino. Secondo voci assai insistenti nel quartiere, altre due segnalazioni alla magistratura sarebbero pronte ad essere depositati in Procura nei prossimi giorni. La situazione di questo cantiere contestato sembra dunque essersi sbloccata sotto ogni angolazione: giuridica, di visibilità sui media e infine prevenzione, come dimostra il tempestivo intervento mattutino dei pompieri.

 

L’unica realtà a non risultare minimamente scalfita è stata, manco a dirlo, la politica. Su tutta questa vicenda iniziata ormai otto mesi fa, si ricordano zero dichiarazioni in capo al governatore Roberto Cota, e solo una del sindaco Andrea Ballarè del maggio scorso (che gli procurò non poche ironie sul web), poi più nulla. All’encefalogramma piatto della politica hanno dunque risposto i cittadini, che si sono rivolti ai loro amministratori (di condominio) e ai loro avvocati, oltre che naturalmente ai pompieri. Sembrano adesso molto lontani i giorni dell’inaugurazione del cantiere con la posa della prima pietra, quando sotto il gazebo per ospitare le autorità, Cota in testa, pare costato migliaia di euro, la casta piemontese si accingeva a dare del suo meglio (come altre inchieste stanno mettendo in luce in questi giorni)

 

Erano i tempi in cui a Novara la Pessina Costruzioni era azienda di assoluto riferimento e l’Asl poteva addirittura essere il controllore di se stessa. Ciò nonostante i novaresi aspettano ancora oggi le risposte ai principali interrogativi che tanto Daniele Galli di Asso-Consum, quanto le inchieste dello Spiffero, hanno sollevato otto mesi fa, partendo dalla domanda delle domande: perché il cantiere non è stato terminato e consegnato alla data prevista del 15 maggio 2013? E poi quanto costerà tutta l’opera alla fine dei lavori? E ancora quale studio legale e con quale parcella, a carico delle casse pubbliche, ha rappresentato gli interessi dell’Asl 13 nei confronti della Pessina Costruzioni? Infine, ultimo ma non ultimo, com’è stato possibile concepire la costruzione di una centrale termica di queste dimensioni distruggendo un polmone verde e collocando ciminiere così a ridosso di abitazioni civili?

 

Chissà, forse i novaresi conosceranno a breve le risposte e potranno finalmente capire con quali logiche vengono prese le decisioni sugli appalti in Piemonte nel ramo strategico della sanità pubblica. Per ora sembrano aver imparato sulla loro pelle almeno due tristi verità: che danni e pericoli possono venirgli paradossalmente da chi sarebbe deputato a tutelare la loro salute, vedi l’Asl, e che le persone scelte per rappresentarli nelle istituzioni, vedi i politici, il più delle volte rappresentano solo se stessi.

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