FORCONI

“Ripristinare ordine e legalità a Torino”

Il sindaco chiede al Prefetto la convocazione urgente del Comitato di sicurezza. In città si registrano episodi di angherie ai danni di negozianti “crumiri”. Fassino: “Non accetto che si metta a ferro e fuoco la mia città”. In campo gli ultras di Juve, Toro e Milan

È un Piero Fassino furibondo quello che dai microfoni di Radio anch’io manda letteralmente a quel paese Martino Morsello, uno dei leader dei Forconi. Per il sindaco di Torino «tutto si può comprendere ma non lo sconvolgere una città, non la mia, quella dei miei cittadini, delle madri che non possono portare i figli all’asilo, dei negozi che non possono essere riforniti perché si bloccano i mercati generali». Da qui la richiesta pressante rivolta al prefetto Paola Basilone di convocare una riunione urgente del Comitato di sicurezza e ordine pubblico, incontro che si svolgerà nel primo pomeriggio in piazza Castello, proprio alle spalle di uno dei presidi dei “rivoltosi”.

 

Intanto nel corso della mattinata si sono susseguite le notizie su episodi di violenza e intimidazione ai danni di esercenti che hanno tenuto aperti i loro negozi: un gruppo di poche decine di manifestanti del “movimento 9 dicembre” sta scorrazzando per il centro e continua a creare gravi disagi alla circolazione. In piazza Statuto il traffico è andato in tilt, poi i dimostranti sono risaliti su corso Regina Margherita e corso San Maurizio. Molti commercianti lungo il percorso della manifestazione, priva di alcuna autorizzazione, sono stati minacciati affinché chiudessero e aderissero alla protesta. Al caos odierno hanno contribuito anche gli studenti, divisi in tre tronconi. Molti incappucciati e con i caschi, diversi armati di bastoni, mazze da baseball, bottiglie. Qualcuno avrebbe persino sentito dire «chiamate i Drughi». Ma non ci sarebbero solo ultras della Juventus (Drughi, Bravi ragazzi e Tradizione ) ad essere stati assoldati nella manovalanza, anche gruppi organizzati delle tifoserie di Toro e Milan avrebbero per un paio di giorni messo da parte la rivalità calcistica per unirsi alle agitazioni di piazza. Si teme che nelle prossime ore possano replicarsi le scene di guerriglia urbana di ieri.

 

Il problema sono le dotazioni degli organici delle forze dell’ordine, circa 150 uomini, e la loro turnazione, sotto stress e che potrebbero essere impiegate in serate per sgombrare definitivamente il mercato agroalimentare, centro nevralgico per bloccare la fornitura ai negozi.

 

I Radicali - con una nota firmata da Silvio Viale, Giulio Manfredi e Igor Boni (foto) - azzardano addirittura un parallelismo con il “modello Val Susa”: «S’inizia con rivendicazioni discutibili ma del tutto legittime, espresse in modo pacifico, ma poi il movimento è egemonizzato dai violenti, che, a differenza degli altri, fanno fronte comune (dai fascistoidi agli ultras da stadio a innegabili infiltrazioni della criminalità). Di fronte a tutto questo, innanzitutto, ci deve essere una risposta delle forze dell’ordine ferma e decisa, adeguata alla minaccia. Ma poi ci deve essere una risposta adeguata della politica: avevamo già ammonito le forze di opposizione alla giunta Cota di non abbandonare la piazza a Grillo; a maggior ragione non si può lasciare la piazza ai nuovi Masaniello e ai nuovi “Boia chi molla”. Il Pd, che è, volenti o nolenti, l’unico partito in grado di farlo, convochi a tambur battente una grande manifestazione nazionale a Torino, con Matteo Renzi, per “Cota a casa, elezioni in primavera” ma anche per “legalità, contro i nuovi barbari”».

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