GRANE PADANE

Rimborsopoli? “C’era da aspettarselo”

Borghezio ricorda che nell'aprile 2012 aveva messo in guardia il vertice della Lega sulla gestione del partito e sull'uso dei fondi pubblici. Il suo monito è rimasto lettera morta. "Quello degli scontrini è uno scandalo" che ha sconfortato i militanti

Un congresso «entusiasmante», che ha dato una «grande ricarica alle batterie», una salutare iniezione di fiducia per un movimento «assai provato, qui in Piemonte, dallo scandalo degli scontrini». Mario Borghezio, europarlamentare e figura storica del Carroccio nostrano, vede nella linea politica tracciata ieri al Lingotto dal neo segretario federale Matteo Salvini la conferma di tante sue battaglie, spesso solitarie e misconosciute, contro il “totalitarismo della tecnocrazia europea”. E se la presenza di tante «autorevoli delegazioni» dei più importanti movimenti anti-Europa - dal Front National francese di Marine Le Pen all’olandese Geert Wilders, dal russo Viktor Zubarev al belga Gerolf Annemans – è stato il risultato «dei rapporti che ho personalmente coltivato in questi decenni», a Borghezio non sfugge che il “caso Piemonte” rischia di minare il nuovo corso avviato da Maroni e «oggi efficacemente interpretato da un giovane che, come si è visto, scalda i cuori del nostro popolo».

 

Non entra nel merito dell’inchiesta e invita Roberto Cota a «tenere duro e dare risposte ai problemi sociali e produttivi di questo Piemonte martoriato dalla crisi», ma sullo «scandalo degli scontrini, e sottolineo scandalo», Borghezio ricorda di aver messo in guardia da possibili degenerazioni nella gestione dei fondi pubblici, ben prima delle inchieste della Procura di Torino. Infatti, nell’aprile del 2012, in piena bufera Belsito, l’europarlamentare indirizzò una lettera a Roberto Maroni in cui chiedeva una approfondita ricognizione sulla gestione economica del partito, a livello regionale e provinciale. Invitando il suo successore al vertice della Lega Piemont, la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia, ad affidare a persone diverse l’amministrazione del patrimonio, per avere la garanzia di non far nascere clientele poco chiare.

 

L’iniziativa di Borghezio fece imbestialire Cota che vide nell’iniziativa una mossa ostile nei suoi confronti. Già in quei mesi, peraltro, i fari erano puntati sul periodo trascorso dal governatore alla guida del gruppo parlamentare di Montecitorio. «La nostra arma è la trasparenza», ribadisce oggi.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    14:00 Lunedì 16 Dicembre 2013 Che stufia Giusto Borghezio for President

    Nonostante tutto Borghezio ha dimostrato di avere le idee chiare e preveggenti. Propongo l'Eurodeputato per futuro Governatore! Forse sarà la volta che la Sinistra riuscirà a vincere!

  2. avatar-4
    13:09 Lunedì 16 Dicembre 2013 Vilmo Credibilità

    Borghezio sarebbe più credibile se chiedesse le dimissioni di Cota. Invece lo invita a tenere duro. Ridicolo.

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