CARRIERE NOSTRANE

Vietti e Costa sfrecciano in Alfetta

I nomi dei due politici piemontesi entrano nella rosa dei papabili a un ministero, per due dicasteri di primo piano: Giustizia e Agricoltura. Settimana decisiva su patto di coalizione e rimpasto. E per la presidenza dell'Inps resiste la candidatura di Damiano

Assente dalla compagine governativa, sia nelle prime (ministri) e sia nelle seconde linee (sottosegretari), la politica piemontese potrebbe presto prendersi una rivincita piazzando ben due esponenti nell’esecutivo Letta-Alfano e, per di più, in due dicasteri di peso: Giustizia e Agricoltura. Nei Palazzi romani, infatti, i bookmaker scommettono sulla promozione di Michele Vietti, attuale vicepresidente del Csm in scadenza (il suo mandato è agli sgoccioli e a luglio lascerà il Palazzo dei Marescialli), e di Enrico Costa, capogruppo a Montecitorio del Nuovo Centrodestra e ufficiale di collegamento delle truppe alfaniane con alleati e opposizione. Certo, tutto dipenderà dal dipanarsi del quadro politico, in primis da come si risolverà il braccio di ferro in corso tra il premier e l’azionista di maggioranza, Matteo Renzi. Letta, che ieri ha impresso un’accelerata all’agenda di governo decidendo di forzare la mano su patto di coalizione e rimpasto, ha nel suo carnet i due nomi, avendo sondato, già prima della partenza per la missione negli Emirati, il gradimento dei maggiorenti dei partiti (Alfano, Casini e lo stretto entourage del Nazareno) e ottenendo il sostanziale via libera del Colle.

 

E così dopo lo stop alla nomina di giudice costituzionale arrivato da Napolitano, non certo per scarsa stima nei suoi confronti quanto per il rispetto del termine dell’incarico al Csm, Vietti vede avvicinarsi il portone di via Arenula, dove la guardasigilli Annamaria Cancellieri sta preparando i bagagli. Unico ostacolo la “quota” a cui assegnare la nomina: la rottura tra Udc e Scelta Civica e i buoni rapporti che l’avvocato torinese ha instaurato con l’inquilino di Palazzo Vecchio potrebbero complicare l’operazione.

 

Diverso il discorso per Costa che ancora ieri interpellato dallo Spiffero si trincerava dietro un diplomatico “Non so nulla, sento voci, ma non ho ancora affrontato l’argomento con Alfano”: al politico monregalese non dispiacerebbe affatto mantenere il ruolo di grande tessitore alla Camera (e quello di coordinatore regionale del partito) ed è parecchio titubante nell’accettare un posto, pur prestigioso, ma assai precario. Ad allettarlo è la delega, l’Agricoltura, che in una provincia come la sua, la mitica Granda, costituisce un indubbio atout. E poi, fatto non proprio marginale, la promozione al rango ministeriale rappresenterebbe per lui, figlio d’arte dell’ex ministro alla Sanità Raffaele, la definitiva emancipazione dall’eredità paterna.

 

Ma tra le glorie nostrane in attesa di avanzamento di carriera c’è pure Cesare Damiano, attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera. La candidatura dell’ex ministro piemontese pare al momento quella con le maggiori chance per la successione di Antonio Mastrapasqua al vertice dell’Inps. L’interessato, amante (e pittore) dei gatti reagisce sornione: “Vedremo, vedremo…”, ma intanto ha già messo in azione tutta la sua influente rete di relazioni (dalle burocrazie sindacali ai big del partito, compreso il suo antico mentore Piero Fassino).

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4 Commenti

  1. avatar-4
    16:21 Mercoledì 05 Febbraio 2014 mammaitaliana Damiano..sindacalista, politico e che altro????

    Per carità.....sì parla sempre di pensioni anche quando è chiamato a parlare di giovani e del lavoro che non c'è più!!!! Di concreto non ha ancora fatto nulla e detto proprio niente. La pensione??? Per lui....sì.

  2. avatar-4
    14:03 Mercoledì 05 Febbraio 2014 folgore46 e trovarsi un lavoro?

    Perche in questo Paese é scontato passare da una poktrona sll'altra senza che venga il dubbio di trovarsi un lavoro normale nel privato?

  3. avatar-4
    12:33 Mercoledì 05 Febbraio 2014 unliberista agricoltura

    invece di nominare un nuovo ministro , Letta dovrebbe sopprimere questo ministero, come noi italiani decidemmo con referendum, ma loro se fottono dei ns voti! sarebbe un piccolo contributo a quella spending review chenon vogliono fare

  4. avatar-4
    09:18 Mercoledì 05 Febbraio 2014 bombaci BELL'IDEA!...

    DAMIANO ALL'INPS COME DRACULA ALLA BANCA DEL SANGUE.SU VIETTI, L'INCONSISTENZA DELL'ESSERE AL POTERE. QUALCUNO SI RICORDA UNA PRESA DI POSIZIONE A TUTELA DEI CITTADINI COME VICE CSM, ANZI UNA PRESA DI POSIZIONE E BASTA?...

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