TERRE ALTE (E BASSE)

Regione, inciucio (inutile) in vetta

Grazie all'asse tra Pd e assessore Vignale la Prima Commissione di Palazzo Lascaris approva la legge sulla montagna, sostituendo le comunità con le Unioni. Sforzo vano se, com'è probabile, il Consiglio di Stato decreterà la fine della legislatura

Dopo un lungo impasse la Prima Commissione del Consiglio regionale ha approvato la nuova legge sulla montagna, modificando in punti fondamentali il testo redatto a suo tempo dall’allora assessora leghista Elena Maccanti. Lo sblocco è in gran parte stato possibile grazie all’accordo tra il nuovo titolare delle deleghe all’Economia montana, Gian Luca Vignale (Progett’Azione) e il Partito democratico che ha dato il suo semaforo verde. Un’intesa che ha creato qualche attrito all’interno della maggioranza, soprattutto tra le file dei Fratelli d’Italia e della Lega Nord che pure, con il suo assessore Riccardo Molinari, responsabile degli Enti Locali, è tra i “padri” del provvedimento. Nonostante i toni trionfalistici dei due esponenti della giunta Cota - «Siamo molto soddisfatti dell’approvazione di un testo di legge che garantisce alle aree alpine e appenniniche un percorso certo di governance, peraltro ispirato ai modelli europei di gestione territoriale locale integrata» - lo sforzo potrebbe rivelarsi vano se, com’è altamente probabile martedì prossimo il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni del 2010.

 

Il disegno di legge licenziato dalla Commissione individua le Unioni Montane, come aggregazioni dei Comuni montani, destinatarie delle funzioni di tutela, promozione e sviluppo della montagna, cioè delle risorse economiche che dovrebbe garantire la Regione. E superare quella fase di confusione e di incertezza normativa e gestionale seguita alla cancellazione delle Comunità montane. Per il Pd sono stati corretti «i gravi errori della brutta legge Maccanti», affermazione che ha scatenato la dura reazione del capogruppo del Carroccio Mario Carossa, secondo il quale l’attuale legge è “figlia” della precedente. Per Aldo Reschigna e Wilmer Ronzani, questi sono i punti qualificanti che hanno indotto il Pd al voto favorevole: «l’individuazione, al di là delle nuove funzioni obbligatorie, delle competenze in capo all’Unione montana: sistemazione idrogeologica e idraulico forestale, economia forestale, energie rinnovabili, opere di manutenzione ambientale, difesa delle valanghe, turismo in ambiente montano, artigianato e produzioni tipiche, mantenimento dei servizi essenziali, incentivi per l’insediamento». Importante è anche l’individuazione di ambiti territoriali più ampi per la costituzione delle Unioni dei Comuni montani.

 

Infine il Pd si attribuisce il merito dell’istituzione del Fondo della montagna, «che verrà finanziato attraverso i proventi di competenza regionale del diritto di escavazione per esercenti di cave e miniere, una quota non inferiore al 30% dei proventi derivanti dai canoni per l’uso delle acque pubbliche, i proventi di competenza regionale derivanti dai canoni di concessione delle acque minerali e una quota dell’addizionale sul consumo di gas metano, sulla base di un accertamento delle somme riscosse nell’annualità precedente». Merito contestato da Carossa: «Una falsità,  il fondo era già previsto dalla legge 11 e cioè il provvedimento Maccanti. Una legge che in realtà non è stata affatto stravolta, ma è mutata solo nell’individuazione delle unioni quale unico strumento associativo. Correttamente, infatti, non sono stati innalzati i limiti demografici minimi che consentono di costituire piccole aggregazioni rispondenti alle esigenze del nostro territorio».

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2 Commenti

  1. avatar-4
    10:40 Sabato 08 Febbraio 2014 Raziel eh no...

    Per onestà intellettuale bisogna ricordare che alcune problematiche sorte in sede di applicazione della cd Legge Maccanti derivano dagli interventi di modica al testo voluti dall'allora consigliere Vignale, che ora si presenta come il salvatore della patria...

  2. avatar-4
    09:00 Sabato 08 Febbraio 2014 Ncd Giav elenina

    chissà com'è contenta Elena Maccanti del cadeau servito da Molinari. le han stravolto la legge, povera stella!

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