Pdl, fuoco sul quartier generale

Vignale lancia una petizione per chiedere le dimissioni della diarchia regionale. Ghigo replica duro: “Ingrato, non ci penso proprio a lasciare”. Lunedì summit del partito sul voto

Alta tensione nel Pdl piemontese dopo il deludente risultato elettorale: sconfitto nettamente a Torino e incapace di conquistare al primo turno le roccaforti di Novara e Vercelli. In un partito comunque agitato da divisioni interne e per il quale non ha contribuito a calmare le acque il ritorno in prima fila del transfuga Roberto Rosso, la resa dei conti sembra sempre più vicina. Lunedì è convocata la riunione del coordinamento e sul campo si dispongono gli schieramenti.


Il primo a dar fuoco alle polveri è il consigliere regionale Gian Luca Vignale che chiede esplicitamente le dimissioni del vertice regionale formato dal coordinatore Enzo Ghigo e dal vice Agostino Ghiglia. In una lettera diffusa sul web contesta duramente le ultime decisioni prese dalla diarchia di corso Vittorio. «Il Pdl ha fallito - attacca Vignale - raggiungendo il minimo storico del centro destra torinese».

E prosegue: «Il vero problema del centro destra torinese e regionale sono i vertici che da Roma ci hanno imposto e che in questi anni di Pdl hanno fallito nell’impegno da una parte di rinnovare il partito e dall’altra di mantenere unite le diverse anime che prima popolavano Forza Italia e Alleanza Nazionale». Vignale annuncia di aver avviato una petizione «finalizzata a richiedere il rinnovo dei vertici piemontesi per un nuovo Pdl in grado di riavvicinare il partito alla gente».

Immediata la replica di Enzo Ghigo che premette di non aver nessuna intenzione di dimettersi, smentendo così le voci che si sono moltiplicate in queste ore: «non ne ho alcuna intenzione»dichiara. «Vignale - osserva poi l’ex presidente della Regione - manca di onestà intellettuale e dovrebbe solo dire grazie a quei vertici che lui ora attacca e che gli hanno permesso di sedere a Palazzo Lascaris attraverso le dimissioni degli assessori».

Nella querelle interviene pure Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa e uno degli esponenti di maggior spicco del partito. Nel prendere le distanze dall’iniziativa di Vignale, l’ex segretario piemontese di Forza sostiene che non è tempo di dare la caccia ai responsabili, se no altro perché qualcuno potrebbe annoverarlo nella schiera: «Concentriamoci, piuttosto che sui meriti e i demeriti personali, sul messaggio inviatoci da chi ci ha votato e da chi non ci ha votato. Io sono per un ragionamento anche duro, ma all’interno delle stanze del partito, è troppo comodo in questo momento trovare un capro espiatorio».

 

print_icon