CAPITALISMO GLOBALE

Elkann, “per ora” c’è Fca a Torino

Il presidente di Fiat afferma che "per adesso" non è previsto il ridimensionamento della sede del gruppo sotto la Mole. E su Mirafiori rimanda tutto a maggio, alla presentazione del piano triennale. Grazie alla legge olandese Exor farà affaroni

“Per adesso non è previsto”. Il presidente Fiat John Elkann, rispondendo a chi gli chiedeva se, con la recente nascita di Fca, la sede del Lingotto verrà ridimensionata non è stato affatto categorico nello smentire, preferendo piuttosto rimandare la questione, così come quella relativa all’utilizzo di Mirafiori ad altra data, che per lo storico impianto torinese è a maggio, quando è fissata la presentazione del piano triennale.

 

In merito all’operazione recentemente confezionata, l’erede di casa Agnelli ha ribadito che «Fca nasce con tutte le premesse per fare in modo che sia una società con le prospettive per poter competere globalmente». E sulle ipotesi di una diluizione del pacchetto in mano a Exor, che controlla il gruppo con il 30%, magari sfruttando i vantaggi della legge olandese, ha affermato che «la stabilità, che i voti multipli danno, va proprio in questo senso». Per Elkann, intervenuto a Torino a una iniziativa della Fondazione Agnelli, comunque, non si tratta solo di privilegi per gli azionisti: «La realtà italiana rimane quella che è, la cosa positiva è che l’ambito in cui opera Fca è molto più ampio e dà maggiori possibilità a tutti, comprese le attività italiane. Si è visto in modo concreto con Maserati».