Cota non molla: ricorso in Cassazione
09:00 Giovedì 20 Febbraio 2014 7Il governatore decaduto si rivolge alla Corte suprema contestando "l'eccesso di potere" del Consiglio di Stato. Un atto che però non ostacola la procedura per l'indizione delle elezioni. "Hanno motivato l'immotivabile, voglio giustizia"
Prosegue la guerra di carte bollate sulla “maledetta” IX legislatura regionale. Roberto Cota ha dato il via al ricorso in Cassazione contro la sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento del voto regionale del 2010 stabilito dal Tar del Piemonte, Il governatore “decaduto” avrebbe ricevuto il consenso dei partiti della maggioranza di centrodestra, intenzionato ad andare fino in fondo per vendicare quello che ritiene essere un “golpe”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso colmo di bile sono state le motivazioni rese pubbliche lunedì sera: «Hanno motivato l’immotivabile», aveva sentenziato a caldo il presidente.
L’impugnazione attiene il difetto di giurisdizione “per eccesso di potere”, poiché a detta dei ricorrenti i giudici di Palazzo Spada hanno stabilito l’equipollenza tra giudizio civile a seguito di querela di falso e giudizio penale nell’accertamento delle firme false della lista Pensionati per Cota – dispositivo alla base del verdetto che ha cancellato il voto - malgrado questo non sia previsto dalla legge. Il ricorso alla Corte suprema non sospende l’esecutività della sentenza, pertanto la procedura di indizione delle nuove elezioni non subirà intoppi e la stessa data prevista per l’accorpamento con le consultazioni europee (25 maggio) non dovrebbe slittare. Ma non è escluso un pronunciamento entro i 45 giorni precedenti all’election day, quindi per rispettare i tempi, entro il10 aprile, termine ultimo per la convocazione dei comizi elettorali.



