CENTRODESTRA

Ncd in solitaria (tra gli scazzi)

Gli alfaniani orientati a correre da soli alle Regionali. Volano stracci tra Bonsignore e gli assessori uscenti Porchietto e Coppola. Fare da stampella a Chiamparino? Tra veleni e sguardi in tralice c’è chi lo teorizza. Costa: “Torniamo a discutere dopo anni di autocrazia”

Avrà pure ragione Enrico Costa ad affermare che dopo un ventennio in cui “comandava uno solo” è dura riprendere il “libero arbitrio”, ma una cosa è certa: alla riunione odierna del Nuovo Centrodestra piemontese sono volati gli stracci. Convocata per definire aspetti organizzativi – in primis la manifestazione con Angelino Alfano del 15 marzo – e mettere in moto la macchina elettorale in vista delle amministrative di primavera (vanno al voto i tre quarti dei Comuni piemontesi (tra cui i capoluoghi di Biella, Verbania), la scintilla è scoppiata sulle Regionali. I due assessori uscenti, Claudia Porchietto e Michele Coppola, sono stati investiti dagli strali di Vito Bonsignore. Presenti i consiglieri regionali Rosanna Costa, Giampiero Leo, Angelo Mastrullo, Francesco Toselli, i delegati delle varie province. Assenti il numero uno Costa, impegnato nel rush finale del nuovo governo (sostituito dal suo assistente), il presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo e il capogruppo Daniele Cantore.

 

Sul banco degli imputati Coppola e Porchietto. Accusati di inesperienza ed eccessiva ambizione e sospettati di intelligenza con il “nemico” Sergio Chiamparino per le assidue frequentazioni di ambienti imprenditoriali e politici che “notoriamente sostengono il centrosinistra”. Agli occhi del vecchio leader andreottiano – sempre più tentato dal non ricandidarsi alle Europee – i due giovani esponenti della giunta Cota rappresentano la “zona grigia” in cui intesa istituzionale tracima nel consociativismo. E così alla “bimba”, come ha apostrofato l’assessora al lavoro, ha rimproverato di voler dettare legge pur essendo “appena arrivata” e, politicamente, “sprovveduta”. “Imparo velocemente” ha ribattuto una piccata Porchietto: “non abbastanza” ha replicato Bonsignore.

 

Non meno astioso il battibecco con Coppola, rimproverato per il “ghigno” stampato in viso, lo “sghignazzo” irriverente e “maleducato”, ancora esibito quando ha tentato di giustificare la sua gestione dell’assessorato alla Cultura in nome della “differenza generazionale” che lo separa dal notabile ex Dc. Bonsignore che pure è stato determinante per la sua elezione in Consiglio regionale è diventato una furia.

 

A questo punto appare chiaro che la decisione di insistere sulle primarie per scegliere il candidato presidente rappresenta per Ncd il pretesto per far saltare il banco con il centrodestra. Lo ammette, seppur indirettamente, lo stesso coordinatore regionale Costa quando racconta la standing ovation riservata ad Alfano al congresso dell’Udc. E così si prospetta una corsa se non in solitaria in compagnia di altre formazioni centriste. Un polo con il marchio doc del Ppe, se è vero che all’ultimo a Forza Italia potrebbe essere inibita l’affiliazione con la grande famiglia popolare europea. Sarà una griffe sufficiente per catturare il consenso degli elettori, piemontesi e non solo? Molti ne dubitano, persino in casa Ncd, se è vero che la stessa Porchietto si è proposta al leader piemontese dei berlusconiani, Gilberto Pichetto, per guidare una lista del presidente che, con ogni probabilità sarà lo stesso Pichetto. Chi rischia di rimanere a piedi è invece l’ex golden boy azzurro che nonostante l’assillante richiesta di essere ricevuto al castello di Arcore è ancora sulla strada. L’ultima risposta dalla segreteria del Cavaliere gli è arrivata come una doccia gelata: “Contatta Sandro Bondi”, che è stato come dirgli consegnati al tuo boia.

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