ELEZIONI

Decreto pronto. Voto il 25 maggio

Lo annuncia il vice presidente Pichetto a un incontro con i militanti di Forza Italia. Termine ultimo: 10 aprile. E intanto boccia le primarie: " Non sono serie, lasciamole alla sinistra". Il Governo contro la Regione per il ricorso alla Corte dei Conti

«Ci prepariamo a firmare il decreto che indice le elezioni il 25 maggio». Il governatore Roberto Cota lo aveva assicurato nei giorni scorsi, lo ribadisce oggi Gilberto Pichetto, suo vice e candidato in pectore per il centrodestra alla successione. L’ennesimo ricorso, questa volta in Cassazione, contro l’annullamento del risultato elettorale del 2010 non inciderà sui tempi dell’indizione di nuove elezioni, che si celebreranno come previsto in concomitanza con le europee e le amministrative.

 

L’ultimo giorno utile per poter accorpare il voto regionale anticipato è il 10 aprile, «ma da amministratore devo dire che dal punto di vista organizzativo si deve stare entro la prima metà di marzo» in uno scambio di battute con i giornalisti a margine di un incontro con i militanti di Forza Italia in cui è stato annunciato il raggiungimento di quota 370 circoli Forza Silvio in tutto il Piemonte e l’obiettivo di arrivare a mille entro il 25 maggio. Per quanto riguarda le primarie, inoltre, Pichetto rispedisce al mittente ogni richiesta: “Se le fai le devi fare bene – ha detto – non sotto i gazebo dove basta una firma irregolare e diventano un flop colossale”. Insomma, “meglio lasciare alla sinistra l’orgoglio del suo flop”. E poi ha aggiunto: “Il centrodestra non ha mai fatto primarie, comunque decideremo il da farsi in un tavolo nazionale nel quale per noi parteciperà Altero Matteoli”. Ma nessuno, ha aggiunto il leader di FI e candidato in pectore alla presidenza, nessuno deve arrogarsi il diritto di imporre i tempi.

 

E nel frattempo, da Roma arriva la notizia che nell’aula del governo del Senato, poco dopo il discorso programmatico del presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha avuto luogo una riunione del Consiglio dei ministri su un “contenzioso della Regione Piemonte”. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aggiungendo che si è trattato di un Cdm “veloce, un atto dovuto”. Come si legge in una nota di Palazzo Chigi è stato dato il “via libera, rispettandone la scadenza, alla costituzione in giudizio per motivi di inammissibilità rispetto al ricorso della Regione Piemonte contro la Corte dei Conti sul tema dei controlli dei conti dei gruppi regionali. Il diritto a esercitare la costituzione in giudizio scade domani”. Sono due i ricorsi che la Regione Piemonte ha presentato alla Corte Costituzionale contro la Corte dei Conti. La vicenda è quella dei controlli sulle spese dei gruppi consiliari, per i quali la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di 39 consiglieri regionali e del governatore Roberto Cota, che ha sempre respinto ogni addebito. L’accusa nei loro confronti è di avere utilizzato i fondi destinati al funzionamento dei gruppi consiliari per spese al di fuori dell’attività politica.

 

La giunta piemontese aveva ricevuto mandato all’azione dal Consiglio regionale che la scorsa estate, nel bel mezzo dell’inchiesta, aveva approvato un ordine del giorno bipartisan “a difesa dell’autonomia”. Una presa di posizione scattata con i controlli della Corte dei Conti sui rendiconti del 2012 e con il timore che i magistrati contabili assumessero decisioni come il blocco dei fondi o la richiesta di risarcimenti individuali, applicando in modo retroattivo le norme introdotte a partire dal 2013. Il documento, passato quasi all’unanimità, era stato annunciato come “uno scatto d’orgoglio” in difesa del proprio ruolo. “Non vogliamo passare per il peggio del peggio della politica”, aveva affermato il presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo (Ncd). E lo stesso Cota aveva sostenuto di ritenere “giusto” il “richiamo per fare una difesa del ruolo dell’istituzione regionale”.

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