IN CARROZZA

Sinistra ferroviaria sul binario Renzi

Nel giorno della fiducia al governo del Rottamatore i senatori cuperliani Fornaro e Borioli invitato il premier a non trascurare il sistema dei trasporti. I pendolari sono i “fanti d’Italia” in prima linea sul “fronte del ferro”

Una volta c’era la sinistra ferroviaria, quella che nel vecchio Psi Claudio Signorile faceva marciare sui binari fitti di scambi con quelli su cui viaggiava la locomotiva Craxi. Oggi, nel giorno in cui Matteo Renzi chiede la fiducia al Senato, altri uomini di un’altra sinistra - uomini che hanno sostenuto Gianni Cuperlo alle primarie nazionali e Gianna Pentenero a quelle regionali – fischiano alla stazione di partenza per avvertire Renzi di non scordarsi di agganciare un vagone importante al suo treno: proprio quello carico di problemi irrisolti del trasporto locale. Un avvertimento quello che, affidato a un interventi pubblicato dall’Unità, i senatori piemontesi Daniele Borioli (che dei trasporti resse l’assessorato con la giunta Bresso) e Federico Fornaro accompagnano con una sottolineatura critica proprio verso il programma del nuovo Presidente del Consiglio: “Renzi insiste molto su scuola e occupazione. Ci auguriamo – scrivono i due parlamentari – non dimentichi che il trasporto pubblico locale è parte sostanziale, costitutiva delle stesse opportunità di chi studia e lavora”. Il rischio che ciò non accada o accada in misura insufficiente, trapela dalle parole di Borioli e Fornaro che, definendo i pendolari “fanti d’Italia” rimarcano come “tutti i leader politici pongono lavoratori e studenti al centro delle loro attenzioni e dei loro programmi, nei quali non manca mai il riferimento alla centralità della scuola e del lavoro” salvo poi constatare che “a tanto conclamata centralità si contrappone lo sguardo distratto, talvolta assente, verso una parte rilevantissima per la vita di chi studia e lavora: quella trascorsa in viaggio”.

 

Quello che definiscono “il fronte del ferro”, per i due senatori piddini presenta un’Italia a due velocità: “quella delle frecce bianche, rosse e argento che proiettano il Paese nella modernità e quella dei treni pendolari che arranca nei territori della marginalità e dell’incipiente rischio di depressione”. La critica, pur velata, alla scarsa attenzione su questo tema, Borioli e Fornaro la affidano a una risposta che danno a una loro domanda: “Qual è il grado di consapevolezza oggi vigente circa questa palese priorità programmatica? A giudicare dalle varie agende di governo – è la loro opinione – si direbbe non troppa. E ciò nonostante le buone intenzioni e qualche cosa messa in cantiere dal ministro Lupi”. Necessità di rivisitare e rendere più attuali gli strumenti che governano il settore del trasporto locale: questa è la priorità che i due parlamentari (Borioli è in Commissione Trasporti, Fornaro in quella Finanze) ribadiscono con decisione poche ore prima di andare a votare la fiducia al governo Renzi. Un governo al auqle chiedo nodi avere “un’ossessione per chiudere la forbice” tra le due Italie che viaggiano a velocità differenti in materia di trasporto ferroviario. Con un auspicio affidato alla metafora calcistica: “Vedere il tema se non proprio in cima alla classifica, almeno in zona Uefa sarebbe già un bel passo in avanti”. Insomma il fischio del capostazione potrebbe trasformarsi in quello che prelude al cartellino giallo. (s.r.)

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:36 Mercoledì 26 Febbraio 2014 patty Alla ricerca disperata del treno giusto dove salire...

    altro che pendolari, questi cercano di salire su un treno qualsiasi che conservi il loro status

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