REGIONE DECADUTA

Regione, l’ultimo ricorso

È stata fissata per il prossimo 18 marzo l’udienza al Consiglio di Stato sull’istanza presentata dai Fratelli d’Italia. Ottimista Ghiglia: “Fiduciosi che verrà ribaltata la recente decisione”. Ma tra i giuristi prevale lo scetticismo: “Non cambierà nulla”

Ultimo atto della lunga battaglia legale sull’esito delle elezioni regionali del 2010 in Piemonte. L’udienza sul ricorso presentato in zona Cesarini da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale al Consiglio di Stato è stata fissata per il prossimo 18 marzo. Lo annuncia il portavoce regionale del partito, Agostino Ghiglia che si mostra possibilista sulla riapertura del caso che ha portato lo scorso 11 febbraio la suprema magistratura amministrativa a decretare la decadenza del Consiglio.

 

Il leader di FdI e assessore uscente avverte che «tutti quelli che si affannano a chiamare in causa il Tar del Piemonte non hanno tenuto conto del fatto che ci fosse ancora un ricorso pendente. Noi siamo molto fiduciosi che questa nuova udienza ribalti la recente decisione e che emergerà il nostro buon diritto di continuare, col presidente Cota, a governare, bene, il Piemonte». Di segno opposto l’opinione prevalente tra i giuristi che ritengono assai remota, per non dire nulla la possibilità che Palazzo Spada emetta un dispositivo contrario a quello assunto qualche settimana fa.

 

All’indomani della sentenza, il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia aveva depositato una nuova istanza contro la sentenza del Tribunale amministrativo che in primo grado aveva annullato il voto, sfruttando i termini che consentono la presentazione dell’atto fino al 25 febbraio. Nell’udienza dell’11 febbraio il Consiglio di Stato ha adottato una procedura semplificata, «sminuendo le ragioni profonde degli appelli presentati» e soprattutto, sempre secondo gli esponenti del partito di Meloni, incorrendo in un «gravissimo errore di procedura». La V Sezione del Consiglio di Stato, infatti, prima di fissare la Camera di Consiglio, emettere l’ordinanza e depositare la sentenza di definizione della controversia, avrebbe dovuto attendere che decorresse il termine ultimo (25 febbraio 2014) per depositare ulteriori appelli: «tale sospensione avrebbe consentito un’ordinanza riguardante tutti gli appelli proponibili».

 

Nella prossima udienza, tramite i legali Pasquale Landi e Annalisa Di Giovanni, Ghiglia e i suoi chiederanno che l’appello incidentale venga deciso da un diverso collegio giudicante. La presentazione del ricorso ad ogni modo si scontra con il principio del “ne bis in idem”, ovvero lo stesso fatto non può essere giudicato due volte. E difficilmente il Consiglio di Stato si pronuncerà nuovamente sul merito della vicenda, come spiegano i giuristi interpellati dallo Spiffero. Unica possibilità è quello che questo atto diventi un rafforzativo del ricorso presentato in Cassazione da Roberto Cota e la sua giunta.

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    23:45 Venerdì 28 Febbraio 2014 marceba vedrete che bello

    quando verranno i malati a trovarvi in assessorato per capire cosa avete fatto per loro!!!!!!!!!!!!

  2. avatar-4
    14:39 Venerdì 28 Febbraio 2014 annalisa piccoli davvero....

    siete patetici!!

  3. avatar-4
    12:28 Venerdì 28 Febbraio 2014 patty Ghiglia, Cota e tutto il centrodestra: non vi vergognate?

    Dopo 4 anni terribili, dopo aver straperso davanti ad ogni tribunale, l'unica cosa che siete capaci a fare è.... buttare un altro po' di nostri soldi? Tirare a campare ancora qualche giorno? E chi ci guadagna? Il Piemonte no di sicuro!

  4. avatar-4
    11:41 Venerdì 28 Febbraio 2014 ilmaligno E basta ....

    ... manca solo un anoo andiamo a votare e basta... con tutti i danni che avete già fatto volete ancora continuare? Vergognatevi ....

Inserisci un commento