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Fornero for Renzi: “Lo sostengo”

L’ex ministro si schiera a fianco del premier. E da Torino gli assicura il suo appoggio: “Non vedo una totale rottura rispetto alle cose che ho cercato di fare”. Da Ginevra anche Marchionne sprizza il suo entusiasmo: “Veloce il ragazzo”

Innovatore, veloce, un grande atout per il Paese. Matteo Renzi piace, e parecchio, a Torino. Nel giro di qualche ora il premier incassa sotto la Mole due importanti endorsement: dall’ex ministro montiano Elsa Fornero e quello, per nulla scontato, di Sergio Marchionne. «Se riesce a fare le cose che dice, gli sono grata come cittadina», ha sentenziato oggi la Fornero. «Non vedo - ha aggiunto - una totale rottura rispetto alle cose che ho cercato di fare. Lo sostengo. È  il presidente del Consiglio del Paese, vuole innovare, ed è ciò di cui ha bisogno l’Italia». Parole che fanno il paio al «pieno sostegno» assicurato dall’ad di Fca da Ginevra a margine dell’assemblea di Sgs, la società svizzera di certificazione di cui è presidente.

 

Giudizi lusinghieri sullo skill e sul merito delle proposte. «Le misure adottate vanno nella giusta direzione», ha detto il numero uno del Lingotto, che apprezza soprattutto la velocità, lo stile: «Di sicuro è stato veramente qualcosa di nuovo, di dirompente, di cui il Paese ha bisogno. Ha il mio totale appoggio. Ieri sono stato estremamente orgoglioso». Per la Fornero non è vero che la sua riforma sia stata “smotata”, come peraltro sostenuto dallo stesso Renzi, e men che meno “rottamata”: «È troppo presto per commentare, intanto però la mia riforma non è stata smontata - afferma all’Huffington Post -. Mi pare che le intenzioni siano molto buone, assolutamente in linea con quello che io ho cercato di fare. Io sono riuscita a portare a un anno il contratto a termine senza giustificativo, se lui lo porta a tre anni e i sindacati sono contenti vuol dire che il Paese ha fatto un passo avanti, non un passo indietro».

 

In linea con una tradizione di “Fiat sempre filogovernativa”, Marchionne plaude al capo del governo, di cui apprezza il decisionismo arrembante: «Se non ci comportiamo così, se non diamo uno scossone – ha affermato – la baracca non si muove. Lasciamo che la gente lo critichi per l’età, per lo stile. A me non importa niente, importa la sostanza di quello che sta facendo. L’importante è farlo finire. Ha dato target piuttosto aggressivi. Io sono veloce, ma il ragazzo…». Poi ha scherzato: «Io ci avrei messo un paio di settimane in più. Con tutti questi obiettivi Renzi ha molto da fare».

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