FINANZA & POLITICA

Torna Binasco, a rimorchio di Gavio

Lo storico braccio destro di Marcellino guida una cordata che starebbe trattando l'acquisto della Acerbi-Viberti. Dopo essere stato estromesso dal sancta sanctorum del gruppo di Tortona il manager rientra in pista. Con chi?

Scaricato da Gavio, Bruno Binasco risale a bordo. Di un rimorchio. L’ex braccio destro dello scomparso Marcellino Gavio, liquidato dal figlio di quest’ultimo la scorsa estate, rispunta a capo di una cordata che starebbe per acquisire la Acerbi, storica azienda di autorimorchi sulla quale negli ultimi tempi si erano rincorse voci di un imminente fallimento. L’ingresso del gruppo guidato da Binasco nella compagine societaria sarebbe l’extrema ratio per evitare che la crisi dell’azienda culmini con la chiusura e la conseguente perdita del posto per i dipendenti. Rischio questo, che sembrerebbe permane, comunque, per una parte del lavoratori se saranno confermate le voci di un piano industriale improntato a un deciso ridimensionamento della società che ha sede a Castelnuovo Scrivia nel Tortonese. Per il momento anche i sindacati hanno dichiarato una tregua sospendendo ogni azione di protesta e spiegando che “considerando le oggettive difficoltà del momento, ciò che a noi interessa realmente è mantenere i nostri posti di lavoro assicurando a coloro che non rientreranno più nell’organico l’utilizzo degli ammortizzatori previsti dalla normativa vigente. Dopo l’incontro avuto con il dottor Acerbi restiamo fiduciosi anche alla luce della prossima riunione che dovrebbe farci capire meglio quelle che saranno le nuove strategie del gruppo”.

 

Si guarda, insomma, all’ex factotum del Gruppo Gavio come a un possibile cavaliere bianco in grado di salvare un’azienda che da cinquant’anni opera nel settore e che attualmente conta 114 dipendenti. Tra questi vi sono anche quelli della torinese Viberti che il Gruppo Acerbi acquisì dal curatore fallimentare nel 1996. Quattro anni dopo l’acquisizione, la Acerbi-Viberti S.p.A. con il conferimento del marchio Viberti partecipa alla costituzione della Compagnia Italiana Rimorchi S.p.A. che ingloba i marchi Viberti-Merker-Cardi-Piacenza, produttore italiano di rimorchi e semirimorchi per il trasporto di merci pallettizzate, ad esempio centinati. Nel gennaio 2011 nasce la Acerbi Veicoli Industriali S.p.A., azienda attiva nella realtà industriale italiana nel settore dei veicoli cisterna per trasporto carburanti e gas.

 

Nel frattempo per l’azienda tortonese si addensano le nubi della crisi e all’orizzonte s’intravvede un probabile fallimento. Poi, ecco spuntare l’ex manager del Gruppo Gavio che, dopo la morte del capofamiglia Marcellino, per lui quasi un fratello, deve abbandonare la stanza dei bottoni della holding, la Argo Finanziaria. Lasciato il quartier generale di Tortona, Binasco si sposta di poche decine di chilometri, verso il mare.  Negli ultimi mesi dello scorso anno, ricevuta dal  figlio Filippo la presidenza della cassaforte di famiglia, Class, di cui Binasco era già consigliere d'amministrazione, il manager modifica lo statuto per concentrare le attività sulla finanza che sul settore orinario delle assicurazioni e della gestione di partecipazioni.

 

Chi siano i partner o investitori nell’operazione Acerbi non è dato sapere. Quel che è certo è che Tortona è rimasta nel cuore e negli affari dell’uomo che per anni ha governato il Gruppo Gavio, finendo anche al centro di vicenda giudiziarie. Come l’inchiesta sul sistema Sesto, e prima ancora, venendo arrestato  quando Binasco  per corruzione e  condannato insieme a Primo Greganti per finanziamento illecito ai partiti, nell'ambito dei processi di Mani Pulite. All’epoca di Tangentopoli, l'allora amministratore delegato delle holding finì in carcere al posto di Marcellino Gavio, riparato in Costa Azzurra.  Per quella storia incominciò a girare la leggenda che i due fossero parenti. Poi, scomparso Marcellino, Gavio venne fatto scendere dalla cabina di comando. Oggi sta per risalire su un rimorchio. Sempre a Tortona.