CARROCCIO IN BILICO

Cota alle europee e Gancia in Regione

E' il disegno del governatore decaduto per evitare di rimanere a casa. Ma prima c'è da far fuori Borghezio, che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, e la stessa presidente della Provincia non sarebbe così allettata dalla proposta. Il caso Sacchetto

Come il governante assediato nel suo castello, il governatore Roberto Cota non smette di andare su e giù attraverso i lunghi corridoi di piazza Castello per trovare una via d’uscita. L’unica strada per evitare l’oblio è tentare l’accidentato percorso che porta a Bruxelles, sperando che una Lega Nord spaccata e in profonda crisi di consenso riesca a raggiungere il quorum del 4%. Ma come fare? Il Carroccio subalpino ha già un europarlamentare uscente come il pirotecnico Mario Borghezio, che sarà pure allergico al politically correct e forse troppo aderente alle posizioni dell’ultradestra europea, ma è uno dei pochi che ha un rapporto diretto con la pancia della base leghista.

 

Cota avrebbe però maturato la convinzione che l’unico modo per avere qualche chance è farlo fuori. Dopotutto, se è vero che tra i due non c’è mai stato gran feeling, i rapporti recentemente sono ulteriormente peggiorati. Basti pensare agli attacchi dell’eurodeputato nelle burrascose settimane di Rimborsopoli: “C’era da aspettarselo” sentenziò alla fine dello scorso anno, ricordando che già l’anno prima aveva messo in guardia il vertice federale sulla gestione del partito e sull’uso dei fondi pubblici in Piemonte. In questi giorni è anche stato avvistato in Procura, dove sarebbe stato ascoltato come persona informatissima sui fatti in relazione alle inchieste sulle spese pazze in Regione Piemonte. Una vera spina nel fianco di cui disfarsi appena possibile – è il ragionamento di Cota – che però, per ottenere la candidatura, dovrebbe anche convincere la presidente della provincia Granda Gianna Gancia a desistere. Per farlo sarebbe pronto a offrirle la candidatura alle regionali a Cuneo, dove la Lega ha ancora una piccola riserva di voti che dovrebbe consentirle di raggiungere Palazzo Lascaris: sarebbe anche un modo per vedere premiato il suo lavoro di questi anni, con il sacro suggello del giudizio delle urne.

 

Chi, certamente, rimarrebbe con un pugno di mosche in mano sarebbe l’attuale assessore regionale Claudio Sacchetto (foto) che non a caso ha ricevuto l’endorsement a correre in eventuali primarie di coalizione del centrodestra da quel pezzo del Carroccio piemontese più critico nei confronti della gestione di Cota, rappresentato dall’ex senatore Enrico Montani. Nelle prossime ore si dovrebbe dipanare la matassa e si capirà se il disegno del governatore assediato troverà compimento. Fondamentale sarà l'opinione del segretario federale Matteo Salvini, il quale ha annunciato che sarà in Piemonte sabato e domenica proprio per "chiudere la squadra e chiudere la partita" delle candidature a Regionali ed Europee.

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