CHI VA E CHI TORNA

Deo gratias Bonsignore non si candida

IL vecchio notabile democristiano rinuncia alla competizione europea, lista Ncd troppo affollata: Lupi, Formigoni, Albertini, Mauro, Goffi. Magliano per ora fuori. E a sorpresa rispunta il pirotecnico Scanderebech, quinta colonna di Chiamparino

Dopo due legislature europee, altrettante al parlamento italiano e una lunga carriera politica tra Prima e Seconda Repubblica, Vito Bonsignore, classe 1943, siciliano di Bronte ma torinese di “affezione” (come lui stesso ama definirsi), rinuncia alla candidatura. Troppo affollata la lista di pretendenti e ancora troppo gracile la consistenza elettorale del nuovo partito, Ncd, di cui è tra i fondatori con l’amico e conterraneo Angelino Alfano. A contendersi l’unico scranno che anche i sondaggi più benevoli concedono ai “ministeriali” ex pidiellini sono infatti pezzi da novanta dalle solide basi elettorali nella popolosa Lombardia, inoltre la guerra fratricida interna al mondo di Comunione e liberazione restringe di molto gli spazi di manovra e offre scarse chance a ticket e alleanze. Ai tre ciellini – il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, l’ex ministro alla Difesa Mario Mauro – si è aggiunto pure l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini: a questo punto è chiaro che la (difficile) partita si giocherà oltreticino, e dovrà farsene una ragione persino Silvio Magliano, giovane seguace di don Giussani in terra subalpina che pure sta facendo il diavolo a quattro per essere inserito nella squadra. Inoltre, tra gli outsider dotati di qualche possibilità c’è il viettiano Alberto Goffi, infilato all’ultimo a suggello dell’accordo con l’Udc.

 

A sorpresa, nell’ultima stesura dell’elenco di aspiranti europarlamentari compare anche il nome di Deodato Scanderebech, il pirotecnico politico di origini salentino-albanesi, recordman della transumanza avendo attraversato quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale (Forza Italia, Udc, Moderati, Fli, Pdl) fino a promuoverne uno “familiare” alle ultime amministrative nelle quali è riuscito a far eleggere la figlia Federica al Comune di Torino, passata in un amen dall’opposizione al sostegno nelle retrovie della giunta di Piero Fassino. E che, al momento, l’orizzonte verso il quale guarda Deo sia il centrosinistra è testimoniata dall’offerta – respinta – formulata al candidato governatore di centrosinistra, Sergio Chiamparino, di dar vita a una lista d’appoggio, operazione finanziata dall’immarcescibile ex senatore forzista Aldo Scarabosio (interessato a blindare la carriera bancaria della moglie Patrizia Polliotto).

print_icon