GIUSTIZIA

Spataro guiderà la Procura di Torino

Strada spianata al magistrato milanese che ha ritirato la domanda per la sede fiorentina. Dopo settimane di trattative le correnti hanno raggiunto un accordo. Mercoledì la V commissione del Csm comunicherà la decisione al plenum

Sarà Armando Spataro il nuovo Procuratore della Repubblica di Torino. Dopo settimane di estenuanti trattative tra le varie correnti, la V Commissione del Csm, l’organismo che si occupa delle proposte per il conferimento degli incarichi direttivi, ha annunciato per mercoledì prossimo le comunicazioni in merito al pacchetto di nomine degli uffici di Torino, Bari, Salerno e Firenze. Secondo le indiscrezioni raccolte a Palazzo dei Marescialli il nuovo inquilino destinato a occupare il settimo piano di corso Vittorio sarà proprio l’ex procuratore aggiunto di Milano, figura di spicco con un curriculum che va dalle Br alla mafia trapiantata al Nord fino al terrorismo islamico, capo spirituale della corrente Movimento per la giustizia, componente che, assieme a Magistratura Democratica, ha dato vita a un soggetto denominato “Area”. Toccherà a lui rilevare l'eredità di un magistrato di notevole peso come Gian Carlo Caselli.

 

Un parto più travagliato del previsto, dovuto in gran parte alla decisione del Consiglio di accorpare in un’unica procedura le nomine di numerose sedi, costringendo candidati e “selezionatori” a complesse geometrie. A dimostrazione che i giochi siano ormai conclusi vi è la rinuncia di Spataro alla Procura di Firenze, comunicata la settimana scorsa. E così, quella la trattativa “politica” che in ultimo sembrava avesse aperto aprire spiragli all’outsider “autoctono” Francesco Saluzzo, attuale procuratore capo di Novara, ma torinese di nascita e di formazione, ha trovato il suo equilibrio nella designazione di Spataro. Un risiko che avrebbe visto entrare nel novero delle compensazioni tra le correnti anche il ruolo di segretario generale del Csm, vacante da marzo scorso a seguito del trasferimento del precedente titolare, Carlo Visconti, che è andato ad occupare analogo incarico alla Corte Costituzionale. Determinante il semaforo verde da parte di Unità per la Costituzione (Unicost), la componente più forte a livello nazionale (anche se poco presente negli uffici subalpini).