ONOREVOLE

Disordini al corteo? Colpa del Pd

Per la deputata grillina Castelli a causare le tensioni alla manifestazione del Primo Maggio è stata la presenza dei democratici, inopportuna: “passerella di chi ha rovinato il Paese”. Sono loro a mettere a rischio l’incolumità dei cittadini

Scontri, tumulti, guerriglia urbana. La responsabilità dell’ennesima giornata di tensione è del Pd che, con la sua presenza al corteo del Primo Maggio, ha messo a repentaglio l’incolumità dei manifestanti. A sostenere questa sconcertante tesi è Laura Castelli, parlamentare torinese del MoVimento 5 stelle, non nuova a sparate a dir poco smodate. «Il corteo che ha sfilato oggi per le vie della città era considerato particolarmente a rischio – spiega la deputata penta stellata - a causa della presenza dei rappresentanti del Pd, ostinatamente decisi a partecipare ad eventi che dovrebbero appartenere ai cittadini e non certo servire da passerella ai partiti che hanno rovinato il paese». Per la Castelli il partito democratico avrebbe dovuto starsene a casa, rinunciare a sfilare come fa ogni anno e rintanarsi nei palazzi del potere.

 

Annunciando di aver contattato la Questura di Torino per avere informazioni rispetto «alle segnalazioni pervenute da alcuni cittadini allarmati per gli episodi verificatisi oggi», la pasionaria grillina intima il divieto di piazza ai partiti, soprattutto a quelli di governo: «La partecipazione ai cortei delle forze politiche responsabili dell’attuale situazione economica mette in pericolo l’incolumità dei manifestanti: sarebbe ora che il Pd ne prendesse atto e scegliesse responsabilmente di lasciare la disponibilità delle piazze al diritto di manifestazione che la Costituzione riconosce ai cittadini». E per rendere più esplicito il concetto il M5s affida la propria posizione a una nota ufficiale del gruppo regionale: «Consigliamo al Partito Democratico di evitare in futuro di presentarsi nelle piazze ed alle manifestazioni e di rimanere confinato nel proprio habitat naturale, autoreferenziale, televisivo, privo di contraddittorio e creato su misura al fine di procedere al meglio, e nella sicurezza di tutti, verso la fine della loro esistenza politica. I cittadini sono stanchi di queste provocazioni».

 

Contesta la “coerenza” del Pd, anche se non arriva a chiederne l’ostracismo dalle piazze, il collega senatore Marco Scibona: «Con che faccia Il Pd, maggioranza di Governo, può presentarsi alla festa dei lavoratori quando con la propria politica continua l’azione distruttiva del mondo del lavoro, Job Act in testa, con la reiterazione della precarizzazione e la cancellazione dei diritti dei lavoratori?». Ma il parlamentare valsusino censura la “militarizzazione” della piazza: «Come sempre più spesso accade un problema sociale viene delegato, senza vergogna, alla pura e cieca forza muscolare attraverso l’inaccettabile militarizzazione di un corteo. È il potere che cerca di ergersi a unico possibile risolutore dei suoi stessi errori». Come primo firmatario al Senato del DDL 1307 sulla regolamentazione degli identificativi sulle divise «credo che sia giunto il momento di dare il giusto sostegno a chi lavora bene all’interno delle forze dell’ordine, per questo motivo il gruppo M5S chiederà la calendarizzazione d’urgenza di quel disegno di legge».

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