A VOLTE NON RITORNANO

Bersani in Piemonte? “Meglio di no”

L’ex leader del Pd rifiuta l’invito dei compagni alessandrini e rinuncia a fare una “capatina” in campagna elettorale. Ma il segretario provinciale (e candidato alla Regione) diffonde il selfie del tête-à-tête attirandosi le livorose ironie di mezzo partito

 

Mal gliene incolse, nel cedere al cinguettio, a Domenico Ravetti, segretario del Pd alessandrino, nonché candidato alle regionali. Non appena ha twittato una foto che lo ritrae con Pier Luigi Bersani, girandola poi pure su facebook, il fuoco amico è arrivato come un gracchio di corvo: “vecchie fotografie, cosa non si fa per qualche voto in più” è  il commento via internet dei Democratici Liberi, sigla dietro la quale ci sarebbe un acceso supporter di Paolo Filippi, il grande escluso dalla competizione elettorale e, oggi, certo non tenero con colui che definì “arbitro e giocatore”, ovvero segretario e candidato, insomma lui: Domenico Ravetti, Mimmo per gli amici. Il quale giura sulla testa del giaguaro che quella foto non è affatto vecchia: “scattata alle 12 e 25 di venerdì 9 maggio”. A Piacenza.

 

A far rosicare gli avversari di Ravetti, non bastasse la stretta di mano con l’uomo di Bettola, c’è pure quella didascalia: “incontro privato con @pbersani” “uniti per vincere in Piemonte con @SergioChiampa”. Incontro privato? Del segretario candidato, poi? Dopo la telenovela del candidato sì - candidato no che, Filippi protagonista, il Pd ha registrato più puntate di Beautifull sulle sponde del Tanaro e pure a Torino,  ora spunta pure il tête-à-têtetra Bersani e Ravetti. Con quell’aura di privè che aggiunge pepe alla vicenda e sale alle ferite ancora di là dal rimarginarsi nel partito mandrogno.

 

Fonti attendibili raccontano una verità che forse non sarà meno facile da digerire, almeno per alcuni, rispetto al selfie affidato a twitter. La trasferta piacentina di Ravetti aveva un obiettivo preciso: convincere Bersani a un breve tour nel Basso Piemonte per sostenere i candidati alle regionali. Che Ravetti rappresenti l’area bersaniana non è un mistero, che la gita in terra mandrogna dell’ex segretario fosse per lui un atout da giocarsi, pure. Ma sembra che il cortese diniego ricevuto sia stato motivato con la diplomatica decisione dell’ex inquilino del Nazareno di limitare la sua campagna elettorale ai confini dell’Emilia. E fors’anche di non creare, con la sua presenza, qualche arricciamento di naso non certo utile. ”Dobbiamo lavorare tutti insieme, centimetro dopo centimetro, per far vincere Chiamparino” è stato il viatico di Bersani al segretario mandrogno. Insomma, la foto non è vecchia, Bersani e Ravetti  non erano lì a Piacenza a pettinar le bambole, e se spunta un giaguaro meglio far finta di averlo confuso con una pantera.  (s.r.)

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