OPERE & OMISSIONI

Veglia funebre contro l’inceneritore

Il coordinamento Rifiuti Zero organizza un presidio in vista dell'inaugurazione dell'impianto del Gerbido. Ma a un anno dall'entrata in funzione anomalie e guasti continuano. "Almeno diteci cosa succede". M5s al fianco della cittadinanza

Il sito di Trm è fuori uso, i valori delle emissioni del termovalorizzatore del Gerbido sono comunque consultabili sul sito del Comitato Locale di Controllo, si legge, ma anche lì le notizie sono poche: l’ultimo comunicato della presidente Erika Faienza (che intanto ha comunicato ai giornali di essersi dimessa) risale al 16 aprile, due mesi fa. Più dei continui guasti interni all’impianto d’incenerimento dei rifiuti brucia ai cittadini la totale assenza di informazioni su quanto accade.

 

Dall’1 all’8 giugno scorso la linea 1 si è fermata, dei residenti avrebbero sentito un’esplosione, ma da chi è deputato a spiegare, chiarire, eventualmente tranquillizzare nessuna voce. Silenzio assoluto. Un silenzio assordante, come lo definiscono gli attivisti del Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino, che domani, all’ingresso del grande camino ha organizzato una veglia funebre “per la nostra salute” a partire dalle 21, prima del presidio previsto per il giorno seguente in occasione dell’inaugurazione dell’impianto e al quale parteciperà anche il Movimento 5 stelle piemontese, unica forza politica contraria all’opera. «Ognuno di noi porterà una frase, una poesia, un gesto, una canzone da condividere con tutti» si legge nel comunicato inviato agli organi d’informazione.

 

Ancora una volta a finire nel mirino è il Cldc, Comitato locale di controllo, già ribattezzato Catalessi lisergica data alla cittadinanza. Troppo blando il controllo, troppo filo-Trm la gestione della comunicazione politica. Eppure più i temi sono sensibili, leggi l’inceneritore, più la cittadinanza dovrebbe essere tenuta al corrente di quanto accade, proprio per evitare facili allarmismi. E tornano alla mente gli incontri descritti in alcuni appunti sequestrati dalla Guardia di Finanza a Vito Gamberale nell’inchiesta sull’acquisizione della milanese Sea da parte del suo fondo, F2i: Sergio Chiamparino, Enzo Ghigo, l’allora ministro Paolo Romani, e Piero Fassino che all’epoca dei fatti non era ancora sindaco: di lì a un paio d’anni Gamberale avrebbe acquistato l’80% di Trm da Palazzo Civico. Ora l’inceneritore dovrà entrare in funzione. A qualunque prezzo.  

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