DAI PALAZZI

Le grane di Rossa, ottime e Abonante

La sindaca di Alessandria nomina l'attuale capogruppo Pd a Palazzo Rosso assessore a Bilancio e Partecipate. È il terzo del suo mandato, vediamo quanto resiste. Torino stronca le ambizioni mandrogne per Palazzo Lascaris: né presidenza né vice

Rita Rossa incassa il sì da Giorgio Abonante per ricoprire il delicato ruolo di assessore al Bilancio e Partecipate del Comune di Alessandria, ma le tocca beccarsi il no di Davide Gariglio alla sua richiesta di avere per il territorio mandrogno se non la guida del Consiglio regionale, come auspicato, almeno la vicepresidenza. Due risposte, per molti versi attese e prevedibili, ma che solo nelle ultime ore hanno portato la Rossa sindaco a risolvere un problema del suo Comune e la Rossa unico membro alessandrino nella segreteria regionale del Pd a tornare a casa a mani vuote.

 

Un mese dopo le dimissioni del titolare della cassa di Palazzo Rosso, Matteo Ferraris, che aveva lasciato la giunta per una visione divergente da quella del sindaco sul progetto di filiera dei rifiuti da portare in pancia alla multiutility Amag, domani il prmo cittadino potrà finalmente investire ufficialmente degli onori e degli oneri di assessore l’attuale capogruppo piddino in consiglio comunale.  Il suo nome aveva preso a circolare subito dopo le rumorose dimissioni di Ferraris, ma la necessità di “una profonda riflessione” come aveva spiegato lo stesso assessore in pectore hanno portato a lasciare vuota fino ad oggi la poltrona più importante dell’esecutivo, ma anche per molti versi la più scottante, come sta a dimostrarlo il fatto che prima di Ferrari a lasciare la medesima poltrona era stato Pietro Bianchi. Domani dunque Alessandria vedrà incominciare il percorso del terzo assessore al Bilancio e alle Partecipate dell’amministrazione Rossa. Un percorso nient’affatto in discesa per vari motivi. Due i principali: la situazione economico-finanziaria di Palazzo Rosso è ormai nota ben al di fuori della cinta daziaria e se pur sembra avere imboccato una strada un po’ meno accidentata anche in seguito ai recenti provvedimenti assunti dal Governo, resta una brutta gatta da pelare; l’altro motivo di difficoltà è dato dal piano voluto dalla sindaca per cercare di uscire dal pantano in cui versa il settore dei rifiuti urbani con una partecipata incaricata della raccolta, la fallita Amiu e l’altra pure con non pochi problemi, ovvero l’Aral che si occupa dello smaltimento.  La soluzione per Rossa ha un nome: Amag.

 

La creazione di una multiutility acqua, gas e filiera dei rifiuti è il  progetto finito in un atto di indirizzo rivolto dalla giunta alla società, il primo passo per unificare i tre servizi,  un’operazione finanziaria che ha imposto una modifica all’oggetto sociale del gruppo presieduto da Stefano De Capitani. Con l’ex direttore del Csi e uomo di fiducia di Piero Fassino starebbe lavorando a un grande progetto di multiutility del Nord sotto il cappello di Iren. Proprio con De Capitani e con l’ad Mauro Bressan saranno i colloqui e gli incontri più frequenti che si annunciano per il neoassessore Abonante. Politicamente legato a Rossa da tempo, Abonante oltre a doversi occupare dei conti del primo comune capoluogo di provincia di cui è stato dichiarato il dissesto, dovrà guidare l’azione di Palazzo Rosso verso l’obiettivo prefissato dal primo cittadino per la creazione della grande holding. Vista di buon occhio non solo, ovviamente, dal sindaco di Alessandria, ma anche da quello di Torino che sulla riva del Tanaro ha un suo fedelissimo nel ponte di comando di Amag.

 

Se domani Rita Rossa potrà fare un brindisi augurale al suo nuovo assessore, non c’è nulla da festeggiare in quello di cui si è discusso l’altro giorno nella segreteria regionale democratica. Unico esponente alessandrino, è tornata a chiedere conto dell’esclusione del territorio mandrogno dalla giunta Chiamparino, ma soprattutto a chiedere che “una rappresentanza venga assicurata”. Lo aveva già fatto in precedenza e lo avrebbe fatto comunque anche senza la lettera sottoscritta da esponenti della segreteria provinciale e dai tre parlamentari, Federico Fornaro, Daniele Borioli e Cristina Bargero, in cui le si dava mandato di chiedere per il consigliere eletto con il maggior numero di voti, ovvero l’attuale segretario provinciale Domenico Ravetti la carica di presidente del consiglio regionale, quella per intenderci ormai destinata all’inamovibile Mauro Laus. La sindaca ha fatto pure mettere a verbale la sua richiesta e sapendo, come sanno pure i sassi, che Laus non lo si smuove ha puntato diritto sulla poltrona di vicepresidente. Ma anche qui sembra che Gariglio sia stato chiaro: niente da fare.  Per stroncare sul nascere le richieste alessandrine sembra che la motivazione addotta dal segretario e neo capogruppo sia stata quelle quell’esperienza: è prassi che la vicepresidenza vada a chi ha almeno una legislatura alle spalle. E così è stato deciso. Come dire, non c’è trippa per i mandrogni, entrambi, Ravetti e Domenico Otria, sono matricole. Un modo per rafforzare le chance di Nino Boeti, escluso dalla Giunta e per questo parecchio amareggiato e determinato a non farsi passare sopra un’altra volta o, con meno possibilità quelle dell’astigiana Angela Motta. “Se Rita non porta a casa la vicepresidenza si deve dimettere” aveva chiesto il candidato renziano, non eletto, Graziano Moro. Che dietro all’ambasciata affidata alla Rossa in veste di unico membro della segreteria regionale si celasse anche una sorta di trappolone  è più di una sensazione. Che lei ci cascasse come un tordo forse era sperare troppo. In fondo chi ha ripetuto il no è stato Gariglio. Lasciando, democristianamente, aperta una porta: “le nomine poi spettano al gruppo”.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    20:27 Lunedì 23 Giugno 2014 torino mi stupisco

    siamo in tema di pulizie.. per chi commette errori... cosa stanno a fare i vecchi mandarini che hamnno causato danni.

  2. avatar-4
    12:19 Lunedì 23 Giugno 2014 aboasso Mediocre sindaco

    È una mediocre sindaca come tutta la classe politica alessandrina. Chiedetevi come il protagonista dello sfascio Zaccone stia ancora ad amministrare le casse comunali. Intelligenza sopraffina ....

Inserisci un commento