PROVINCIA ADDIO

Un biglietto per la Metropolitana Centrodestra e M5s nella Grande Torino

Forza Italia, FdI e Lega lanciano la lista "Per il territorio" con cui si presentano alle elezioni per il nuovo ente. "Ricompattare l'ex polo berlusconiano e allargare i confini alle formazioni civiche", ma il Pd prova a sedurre Ncd. Grillini-No Tav, alleanza in vista

Il Centrodestra prova a ricompattarsi sfruttando le prossime elezioni del Consiglio metropolitano. Lo ha annunciato questa mattina il coordinatore regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin durante una conferenza stampa nella quale ha presentato, assieme ad Agostino Ghiglia di FdI e Alessandro Benvenuto della Lega (assenti gli alfaniani di Ncd), il simbolo con il quale la coalizione si presenterà all’appuntamento del 28 settembre, con l’auspicio di riuscire a rimettere insieme i cocci di una coalizione andata in pezzi in occasione delle scorse Regionali. “Per il territorio” è la scritta che campeggia su uno sfondo caratterizzato dai colori verde, bianco e rosso della bandiera italiana: è questa l’insegna sotto la quale il centrodestra tenterà di ottenere una rappresentanza il più corposa possibile all’interno del nuovo parlamentino metropolitano. Rappresentanza dei piccoli e medi comuni e delle aree montane, controllo sui tagli al trasporto pubblico e ai servizi, sostegno agli investimenti per l’edilizia scolastica, sono queste le parole d’ordine di un «progetto civico» come lo definisce lo stesso Pichetto, che ha l’ambizione di riuscire a coinvolgere «tutti quegli amministratori eletti in liste civiche ma vicini al centrodestra», «un primo passo per riprendere il dialogo con i nostri vecchi alleati, possibilmente allargando i confini del centrodestra, attraverso un confronto sui contenuti e non solo sulle etichette». Per questo non ci saranno simboli di partito.

 

E proprio le liste civiche potrebbero avere un ruolo fondamentale nella composizione dell’organismo che avrà il compito di redigere il nuovo statuto dell’ente e avviarne la fase costituente. Le corteggiano a sinistra come a destra. Il Movimento 5 stelle, che ieri ha annunciato l’intenzione di partecipare al percorso di creazione della Città Metropolitana, fa sapere attraverso il capogruppo in Sala Rossa Vittorio Bertola (nella foto sotto con la collega Chiara Appendino) che «nei prossimi giorni avvieremo una discussione con tutti quei movimenti e liste che ci sono sul territorio, a partire dai No Tav, per presentare una formazione competitiva». Il primo obiettivo, soprattutto per i grillini che ancora non possono contare su una rete capillare di amministratori, è di trovare le 160-170 firme di consiglieri comunali necessarie per presentare la lista, un’operazione tutt’altro che scontata. Per questo stanno per essere attivati i contatti con i leader del movimento che in Val Susa si oppone all’alta velocità, a partire da Sandro Plano, il sindaco di Susa, che pur essendo tesserato con il Pd si sta già muovendo per una lista alternativa che metta insieme tutti i contrari alla Torino-Lione e non è esclusa un’alleanza strategica proprio con i pentastellati.

 

La situazione resta tuttavia fluida. I contatti si stanno intensificando nelle ultime ore, anche perché i democratici, dopo aver visto definitivamente tramontare l'ipotesi di un listone "costituzionale" capace di accogliere centrodestra e centrosinistra e fosse in grado di rappresentare tutti i territori, ora hanno il problema di tenere insieme tutta la coalizione, compresi Moderati, Sel e alleati minori. In questo senso non si è fatta attendere la proposta del radicale Silvio Viale, eletto nelle fila del Pd che chiede le «primarie metropolitane» per scegliere i candidati democratici e di «prevedere delle quote di garanzia per i candidati delle forze politiche minori al fine di tutelarne la rappresentanza, pur sapendo che il sistema elettorale sembra prevedere le preferenze », dal momento che un Pd e un centrosinistra, che stanno cambiando “verso”, non possano snobbare le primarie o liquidarle in nome di accordi tra notabilati vecchi o nuovi. Non è da escludere, infine, un assalto democratico al Nuovo Centrodestra, un partito che in un’elezione di secondo livello è certamente più forte di quanto hanno decretato le urne, se non altro per via dei suoi quattro consiglieri in Sala Rossa, ai quali si aggiunge una rete diffusa di amministratori sul territorio. E non è detto che le sirene democratiche non riescano a incantare i seguaci di Angelino alfano, i quali, però, con Daniele Cantore (foto accanto) fanno sapere di essere interessati come prima opzione a «riaprire un dialogo con Forza Italia e le altre forze del centrodestra».

 

Intanto Forza Italia ha varato un’agenda che prevede sette momenti d’incontro nelle prossime due settimane: dopo la prima riunione di ieri a Buttigliera, gli amministratori di centrodestra torneranno a vedersi domani a Rivarolo, il 21 luglio a Chivasso, il 22 a Orbassano (dove il sindaco è il forzista Eugenio Gambetta), il 23 a Vinovo, il 24 a Lanzo e infine il 28 a Pinerolo.

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