CORPORAZIONI

Sblocca Italia ma non le autostrade

Renzi si appresterebbe a fare un favore a Palenzona e soci. Nel decreto del governo vi sarebbe un articolo che rinnova senza gara le concessioni, in barba alle norme europee e a scapito degli interessi dei contribuenti. Malan (FI): “Nessun sotterfugio”

Un favore a Fabrizio Palenzona che, in qualità di presidente dell’Aiscat, è il nume tutelare delle principali società che gestiscono la rete autostradale italiana? Chi lo sa, di certo la repentina conversione al verbo del Rottamatore del “Ciccione” di Pozzolo Formigaro (com’era soprannominato dalla P4) non dev’essergli stato d’intralcio, diciamo. A riferire quella che al momento è una semplice ma preoccupante indiscrezione è il senatore piemontese di Forza Italia Lucio Malan. «Circola voce che nel decreto “sblocca Italia” ci sarebbe un articolo che rinnoverebbe – senza gara – le concessioni autostradali - rivela l’esponente berlusconiano -. Ciò sarebbe contro le norme europee e contro gli interessi dei contribuenti e degli automobilisti italiani, oltre che contro un ordine del giorno, accolto dal Governo il 23 luglio nel corso dell’esame al decreto competitività, a firma mia e dei senatori Piccoli (FI) e Cuomo (Pd) che impegna l’esecutivo ad avviare entro l’anno le procedure delle gare per le concessioni scadute e entro il 2015 per quelle a prossima scadenza».

 

Stiamo parlando, ricorda Malan, di attività che generano molte centinaia di milioni di flusso di cassa e che alla loro scadenza dovrebbero portare, se non all’eliminazione del pedaggio, a maggiori benefici per lo Stato o in termini di incassi o in termini di nuove opere da eseguire, attraverso le procedure competitive cui ci obbligano le norme europee e che comunque sono di elementare giustizia. «Mi aspetto che il Governo non cerchi sotterfugi a danno degli italiani per tutelare gli interessi dei soli concessionari uscenti, i quali hanno pieno diritto a proseguire la loro attività, ma in competizione con gli altri soggetti, come deve accadere in una economia di mercato».