TRAVAGLI DEMOCRATICI

Veleni metropolitani, scontro nel Pd

Persino sull'ultimo nome da inserire nel listone per il nuovo ente si scatena la bagarre. Il segretario Morri mette un sindaco No Tav della Valsusa, neppure iscritto al partito. "Ha cambiato le carte in tavola", accusa la minoranza. "Scelta obbligata" si difende

Resta in subbuglio il Partito democratico torinese che solo oggi, dopo interminabili riunioni, disquisizioni e scontri al fulmicotone, forse, riuscirà a comporre la lista da presentare alle elezioni di secondo livello per la Città Metropolitana di Torino. Ieri la direzione si era chiusa con il via libera a 11 dei 12 nomi che spettavano ai democratici nella lista assieme a Moderati, Forza Italia e Nuovo Centrodestra, uno in più del previsto, dopo che Sel ha deciso definitivamente di restare fuori da queste larghissime intese. E figurarsi se su quell’ultima casella da riempire non esplodeva l’ennesima bagarre: rivendicazioni di correnti, ambizioni di territori finora penalizzate e soprattutto tante piccinerie personali hanno portato all’ennesimo cortocircuito. Secondo alcuni il l segretario Fabrizio Morri avrebbe comunicato che la dodicesima sarebbe stata la valsusina Anna Allasio, sindaca di Bussoleno, tra le poche amministratrici che non si oppongono in modo oltranzista alla Tav: la direzione era d’accordo ma lei all’ultimo ci avrebbe ripensato. Perché? C’è chi parla di pressioni, soprattutto da parte del Pd valsusino guidato dai No Tav Sandro Plano e Pacifico Banchieri, ma sono voci non confermate. Intanto Morri, che aveva ottenuto la delega dalla direzione a verificare la disponibilità e a chiudere la faccenda in giornata (il 22 la lista va consegnata) decide di virare su un altro primo cittadino della Valsusa: Mauro Carena, di Villardora, convinto No Tav, neppure iscritto al partito, il cui nome era già emerso dal tavolo dei sindaci valsusini riuniti a metà agosto.

 

Così la Valsusa torna a spaccare il Pd. C’è chi accusa Morri di non aver mantenuto la parola data. Il presidente del partito Alessandro Altamura parla di «una scelta incomprensibile che lede il principio di democrazia interna oltre che di rispetto di accordi condivisi». E ancora: «A mia domanda esplicita, “non mettiamo Carena vero?” Morri ieri ha risposto di no», ma poi è andata diversamente. Secondo quanto risulta allo Spiffero la telefonata al segretario per perorare la causa del sindaco No Tav sarebbe arrivata addirittura da Roma e in particolare dal vice capogruppo democratico al Senato Stefano Lepri. Contattato telefonicamente dallo Spiffero Morri respinge le accuse: «Non sono venuto meno a nessun impegno o promessa. Ho ricevuto una delega per riempire una casella che fino all’ultimo speravo potesse essere riempita da Sel. Auspicavo fosse una donna e della Valsusa per evitare di lasciare la rappresentanza di quel territorio così complesso al solo centrodestra, ma dopo una serie di telefonate ho dovuto prendere atto che il partito di quella zona voleva Carena». Resta da capire perché allora la Valsusa ottiene ben tre rappresentanti in lista mentre il Pinerolese o la zona Ovest si siano dovuti accontentare di uno. Scelte che continuano a sollevare polemiche, tra chi minaccia di non raccogliere le firme e addirittura di non andare a votare.

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